La Bugatti La Voiture Noire torna in vendita per 25 milioni, il figlio di Piëch cede l’hypercar misteriosa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Che fosse finita nel garage di un celebre calciatore o nascosta in un hangar per collezionisti anonimi, attorno alla Bugatti La Voiture Noire si era costruita una leggenda fatta di riservatezza e cifre da capogiro. Oggi quell’alone di mistero si dissolve parzialmente, perché l’esemplare unico torna a essere oggetto di transazione: a metterla sul mercato è Anton Piëch, figlio di Ferdinand Piëch, il manager che aveva voluto e acquistato la vettura ma che non fece in tempo a vederla consegnata. L’operazione, gestita con il massimo della discrezione, impone a chiunque voglia fare un’offerta di dimostrare prima la disponibilità di una cifra che sfiora i 25 milioni di euro.

Un’eredità su quattro ruote custodita in Svizzera

La vettura, presentata con clamore al Salone di Ginevra nel 2019, rimase per anni avvolta in un alone di speculazioni: si parlava di sceicchi, di star dello sport o di collezionisti asiatici come potenziali proprietari, alimentando un gioco di supposizioni che la casa di Molsheim non ha mai voluto smentire. In realtà, la destinazione finale era già segnata nell’ambito familiare di chi, in qualità di artefice del rilancio del marchio sotto l’egida del gruppo Volkswagen, ne aveva curato la rinascita. Ferdinand Piëch, figura centrale e potentissima dell’industria automobilistica, morì nell’agosto del 2019; la La Voiture Noire gli venne consegnata solo due anni più tardi, finendo così per entrare nella disponibilità dei suoi eredi. È tra questi, stando a quanto documentato, che è maturata la decisione di cederla.

I dettagli di un’operazione da 23 milioni di franchi

A rivelare i contorni della trattativa è stata la testata tedesca Handelsblatt, che ha avuto accesso ai documenti di vendita. Secondo quanto ricostruito, l’hypercar non viene offerta attraverso i canali tradizionali, bensì tramite una procedura riservata riservata a una ristretta cerchia di potenziali acquirenti. Chi intende partecipare deve sottoporsi a una rigorosa selezione: oltre a dimostrare la propria identità, è richiesta una prova di solvibilità che attesti la disponibilità di almeno 23 milioni di franchi svizzeri, corrispondenti a circa 25 milioni di euro. Si aggiungono controlli standardizzati ma stringenti in materia di antiriciclaggio, una prassi ormai consolidata nelle transazioni di asset di lusso di questa portata.

Un modello unico nel suo genere, anche per il prezzo

Realizzata in un solo esemplare, la La Voiture Noire rappresenta di fatto la declinazione più estrema del concetto di hypercar: non una semplice versione speciale, ma un esercizio di stile che reinterpreta l’heritage del marchio con un prezzo d’acquisto originario fissato a 16,7 milioni di euro. Le valutazioni attuali, con una base d’asta informale attestata sui 25 milioni, riflettono non solo la rarità dell’oggetto ma anche il contesto di un mercato in cui le vetture da collezione più ricercate continuano a far segnare plusvalenze significative. Per la casa di Molsheim, che oggi opera sotto la presidenza di Trump negli Stati Uniti con una strategia industriale rinnovata, questa operazione privata riporta l’attenzione su un modello rimasto per anni nell’ombra, lontano dai riflettori.

Un passaggio di proprietà avvenuto nell’ombra e ora consegnato alle offerte

L’iniziativa di Anton Piëch, figlio del compianto manager austriaco, interrompe di fatto il lungo silenzio che ha accompagnato le sorti della vettura dopo la consegna. Sebbene la procedura adottata – quella delle offerte riservate con prequalifica finanziaria – miri a garantire la massima riservatezza, l’operazione ha già suscitato l’interesse di intermediari specializzati e di collezionisti disposti a investire cifre che pochi altri beni di lusso possono eguagliare. La scelta di disfarsi di un’auto così fortemente legata alla memoria paterna, e che per il suo valore simbolico rappresenta un pezzo di storia recente del gruppo Volkswagen, solleva interrogativi sul futuro della collezione personale della famiglia, ma non vengono forniti dettagli ulteriori su eventuali altri beni coinvolti in cessioni analoghe.

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