Pioltello, abbracci e delusione in aula dopo le assoluzioni: «Ci sono stati tre morti...»
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Redazione Interno
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L’aula del Tribunale di Milano ha vissuto momenti di tensione e sconcerto ieri, quando il giudice ha pronunciato le assoluzioni per quasi tutti gli imputati nel processo sul disastro ferroviario di Pioltello, avvenuto il 25 gennaio 2018. Tra gli assolti, l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Maurizio Gentile, e altri dirigenti e tecnici dell’azienda. La sentenza, arrivata dopo sette anni di indagini e dibattimenti, ha lasciato un’amara delusione tra i familiari delle vittime e i feriti, alcuni dei quali presenti in aula. Uno di loro, visibilmente scosso, ha preferito non commentare, ma il suo sguardo ha tradito un profondo senso di ingiustizia.
Il disastro, che costò la vita a tre donne e causò ferite e traumi psicologici a oltre 200 persone, era stato originato dal deragliamento di un treno regionale sulla linea Cremona-Milano Porta Garibaldi. Secondo le indagini, alla base dell’incidente ci sarebbe stato un giunto ferroviario danneggiato, responsabile di aver generato scintille già nei giorni precedenti al deragliamento. Le immagini di una telecamera di sorveglianza avevano mostrato come il problema si fosse aggravato progressivamente, con scintille sempre più intense e frequenti a partire dal 17 gennaio. Quel tratto di binario, già sotto osservazione, avrebbe dovuto essere riparato tempestivamente, ma ciò non avvenne.
Nonostante le prove tecniche e le ricostruzioni della procura, il tribunale ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per condannare gli imputati. La mancanza di un nesso causale diretto tra le responsabilità individuali e l’incidente ha portato all’assoluzione per tutti, tranne un tecnico, la cui posizione è stata riservata. I difensori degli imputati hanno definito la sentenza «equilibrata», sottolineando come i loro assistiti avessero vissuto «sette anni di calvario».
La vicenda giudiziaria, però, non ha placato il dolore di chi ha perso i propri cari o ha subito conseguenze fisiche e psicologiche. Il processo, che ha ripercorso le fasi dell’incidente e le responsabilità gestionali di Rfi, ha messo in luce criticità nel sistema di manutenzione e monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie. Tuttavia, la sentenza ha lasciato molte domande aperte, soprattutto per chi si aspettava una condanna esemplare.




