Maldive, ripartono le ricerche dei sub italiani dispersi nelle grotte di Vaavu
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Redazione Interno
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Alle Maldive sono ripartite le operazioni di ricerca e recupero dei quattro sub italiani dispersi nelle grotte sommerse dell’atollo di Vaavu, con l’arrivo a Malè di tre specialisti finlandesi del Dan Europe. “Oggi non si immergeranno a grandi profondità, ma si orienteranno”, ha annunciato il portavoce del governo Mohammed Hussain Sharif, secondo quanto riportato dal portale maldiviano Sun. Il nuovo team ha già iniziato le immersioni nelle acque di Alimathà dopo un incontro operativo con la Guardia Costiera delle Maldive, necessario per definire la strategia di lavoro e preparare attrezzature, miscele di gas e logistica per un intervento descritto come estremamente complesso.
Il gruppo arrivato alle Maldive è composto da Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, specialisti del Divers Alert Network Europe. Si tratta di subacquei esperti in immersioni tecniche e speleosubacquee, abituati a operare in ambienti profondi, chiusi e con visibilità ridotta. La rete Dan Europe aveva già partecipato nel 2018 alle operazioni che contribuirono al salvataggio dei ragazzi rimasti intrappolati in una grotta in Thailandia. Nei loro profili pubblici non compaiono scenari turistici o immersioni ricreative, ma immagini di operazioni estreme tra corridoi sommersi, equipaggiamenti pesanti, torce ad alta potenza e sistemi avanzati per la gestione dei gas respiratori.
La grotta di Devana Kandu e le difficoltà delle immersioni
La ricerca dei quattro italiani si concentra nell’area della grotta sommersa di Devana Kandu, nell’atollo di Vaavu. Un video realizzato nel 2014 dai subacquei tecnici Sergey Lapkin e Vladimir Tochilov mostra l’ambiente in cui si stanno svolgendo le operazioni: passaggi stretti nel reef, soffitti di roccia e corallo, corridoi dove non è possibile risalire verticalmente e sedimenti che possono azzerare la visibilità in pochi istanti. A questo si aggiungono le correnti del canale, descritte come variabili e capaci di cambiare rapidamente intensità nel giro di pochi minuti.
Le operazioni richiedono quindi una pianificazione dettagliata e immersioni graduali. Prima di raggiungere le profondità più difficili, gli specialisti stanno effettuando attività di orientamento e preparazione nell’area di Alimathà. La gestione delle attrezzature e delle miscele di gas rappresenta una fase centrale dell’intervento, perché ogni spostamento all’interno della grotta sommersa deve essere eseguito in condizioni di sicurezza molto rigide. L’obiettivo delle ricerche è recuperare i corpi dei quattro dispersi dopo la tragedia avvenuta durante l’immersione.
Chi sono le vittime della tragedia alle Maldive
Nel gruppo coinvolto nell’immersione nell’atollo di Vaavu c’erano cinque persone. Giovedì 14 maggio si erano immersi Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Ecologia all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino nel Torinese, la guida subacquea Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, e Federico Gualtieri, 23 anni, neolaureato di Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola. Le ricerche proseguono mentre i venti superstiti dello yacht Duke of York sono già rientrati in Italia.
La nuova fase delle operazioni punta a esplorare con maggiore precisione l’area della grotta sommersa dove potrebbero trovarsi i corpi dei quattro italiani dispersi. Per questo motivo la Guardia Costiera maldiviana ha deciso di affidarsi a un team con esperienza specifica nelle immersioni in ambienti estremi e in passaggi sotterranei sommersi. Le immagini diffuse negli ultimi giorni mostrano scenari caratterizzati da oscurità totale, pareti irregolari e corridoi stretti, elementi che rendono ogni immersione particolarmente delicata anche per subacquei altamente specializzati.




