Maldive, nuova legge sulle immersioni dopo la morte dei cinque sub italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le Maldive vogliono introdurre una nuova legge sulle immersioni tecniche dopo l’incidente costato la vita a cinque sub italiani durante l’esplorazione di una grotta subacquea oltre il limite regolamentare dei 30 metri. L’annuncio è arrivato dal portavoce del governo Mohamed Hussain Shareef, che ha spiegato come la futura normativa servirà a regolamentare attività considerate particolarmente rischiose e oggi non disciplinate in modo specifico. La tragedia avvenuta nei giorni scorsi ha riportato al centro dell’attenzione le immersioni in cavità subacquee e le condizioni operative affrontate dagli speleosub in ambienti complessi, lontani dai percorsi turistici tradizionali.

Nel frattempo è proseguito il rientro in Italia delle vittime. Alle 13.10 è atterrato all’aeroporto di Milano Malpensa il volo della Turkish Airlines proveniente da Istanbul con a bordo le salme di quattro dei cinque sub italiani morti alle Maldive. I feretri sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Gallarate. Tra le vittime ci sono Monica Montefalcone, docente dell’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice universitaria Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, neolaureato dell’ateneo genovese. Nei giorni precedenti era già stato recuperato e riportato in Italia il corpo del quinto sub, Gianluca Benedetti.

Le immersioni nella grotta e i dubbi sulle attrezzature

Le immagini della grotta dove è avvenuto l’incidente sono state diffuse sui social dalla società specializzata Dan Europe e mostrano le cavità di Thinwana Kandu. I video e le fotografie sono stati realizzati dai tre speleosub finlandesi intervenuti per il recupero dei corpi dei cinque italiani. Secondo quanto emerso, il gruppo si sarebbe spinto oltre il limite consentito, entrando in una zona particolarmente complessa della cavità subacquea. Nelle stesse ore sono emersi interrogativi sulle attrezzature utilizzate durante l’immersione e sulle modalità operative seguite all’interno del cunicolo.

Alcuni sub che in passato hanno esplorato la cosiddetta “grotta degli italiani” hanno parlato di condizioni difficili e di una conformazione che potrebbe rendere complicato individuare l’uscita durante il ritorno. Tra gli elementi citati ci sono la presenza di un dosso capace di oscurare l’ingresso del tunnel e il ruolo delle torce, che secondo alcune ricostruzioni potrebbero non essere state utilizzate nel modo più efficace per ritrovare la via del rientro. Restano inoltre dubbi sulle procedure adottate all’interno della cavità e sulle scelte effettuate nel corso dell’esplorazione.

L’indagine e la nuova regolamentazione annunciata dal governo

L’annuncio della futura legge sulle immersioni tecniche arriva mentre proseguono gli accertamenti sull’incidente. Le autorità delle Maldive puntano a definire regole più precise per attività subacquee considerate ad alto rischio, in particolare quelle svolte in grotte o a profondità superiori ai limiti previsti dalla normativa attuale. Il riferimento ai 30 metri, indicato come soglia regolamentare, è diventato uno dei punti centrali della vicenda e potrebbe influenzare le nuove misure allo studio del governo.

La tragedia ha avuto un forte impatto anche in Italia, soprattutto negli ambienti universitari legati all’Università di Genova, dove lavoravano o studiavano alcune delle vittime. Il recupero dei corpi da parte degli speleosub finlandesi e il successivo trasferimento a Malpensa hanno segnato un nuovo passaggio dell’inchiesta, mentre continuano a emergere dettagli sulle immersioni nella grotta di Thinwana Kandu. Le verifiche sulle attrezzature e sulle condizioni operative restano uno degli aspetti più osservati dagli investigatori, insieme alla ricostruzione del percorso effettuato all’interno del cunicolo subacqueo.

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