Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei sub italiani morti nella grotta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si sono concluse questa mattina le operazioni di recupero degli ultimi due corpi dei sub italiani morti durante un’immersione in una grotta alle Maldive, a oltre 60 metri di profondità. Le vittime recuperate sono la ricercatrice Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal, ventitreenne figlia della professoressa dell’Università di Genova Monica Monfalcone. Le salme sono state portate prima sulla barca di appoggio e poi trasferite sulla terraferma, mentre proseguono gli accertamenti sulla tragedia avvenuta giovedì scorso nell’atollo di Vaavu.

Con il recupero degli ultimi due corpi si chiude una fase particolarmente delicata delle ricerche, condotte nella grotta sommersa dove il gruppo si era immerso durante la spedizione scientifica. Carlo Sommacal, padre di Giorgia e marito di Monica Monfalcone, ha raccontato di avere ricevuto la telefonata della Farnesina che confermava il ritrovamento della figlia. «Adesso le hanno ritrovate entrambe. Ma io continuo a parlarne al presente, perché ancora non riesco a realizzare che non ci siano più», ha dichiarato dopo il recupero. Per l’identificazione sono state inviate fotografie dettagliate alle autorità coinvolte nelle operazioni.

Le indagini sulla spedizione e i dubbi sui permessi

La tragedia dei sub alle Maldive è ora al centro di un’indagine affidata alla Polizia di Malè e alla Procura di Roma. I cinque subacquei italiani partecipavano a una spedizione scientifica organizzata a bordo della Duke of York, imbarcazione del tour operator Albatros Boat Tour. Tra gli aspetti sotto esame ci sono i permessi necessari per effettuare immersioni oltre i trenta metri di profondità e le eventuali autorizzazioni richieste per esplorare una grotta sommersa.

Un altro punto riguarda le abilitazioni dei partecipanti. Secondo quanto emerso, nessuno dei cinque sub avrebbe avuto il brevetto specifico per immersioni in grotta. Il tour operator ha sostenuto di non essere a conoscenza di questo dettaglio, mentre le verifiche degli investigatori puntano a chiarire responsabilità e modalità dell’escursione. Le autorità stanno inoltre analizzando materiale video e immagini raccolte durante la spedizione per ricostruire quanto accaduto nei momenti precedenti alla tragedia.

Le dichiarazioni dopo il recupero dei corpi

Nel corso delle ultime ore sono emerse anche dichiarazioni legate all’attrezzatura utilizzata durante l’immersione. In particolare, si è discusso della muta indossata da Monica Monfalcone e della sua adeguatezza rispetto alla profondità raggiunta. Carlo Sommacal ha respinto le ricostruzioni circolate dopo l’incidente, spiegando che la scelta dell’equipaggiamento non lo sorprendeva e invitando a evitare congetture prima della conclusione degli accertamenti ufficiali.

Sulla vicenda è intervenuta anche Orietta Stella, legale di Albatros Boat Tour e speleosub con lunga esperienza alle Maldive, presente a Malè per seguire le operazioni di recupero. Secondo l’avvocata, il punto centrale dell’inchiesta non riguarderebbe soltanto i permessi o le autorizzazioni, ma elementi più profondi legati alla dinamica stessa dell’immersione. Intanto, dopo il recupero di tutti e cinque i sub italiani morti alle Maldive, l’attenzione resta concentrata sugli esiti delle indagini e sulla ricostruzione completa della tragedia avvenuta nella grotta dell’atollo di Vaavu.

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