Maldive, riprese le immersioni per recuperare i corpi dei sub italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle Maldive sono riprese le operazioni per il recupero dei quattro sub italiani morti durante un’immersione nella grotta di Alimathà, dove i corpi si trovano a circa 60 metri di profondità all’interno di un cunicolo distante dall’ingresso della caverna sottomarina. A occuparsi delle nuove immersioni sarà una squadra composta da tre sub-speleologi finlandesi, arrivati nell’arcipelago per tentare il recupero in condizioni particolarmente complesse. Il corpo di un quinto sommozzatore era già stato recuperato nei giorni precedenti, mentre le attività erano state interrotte dopo la morte di un sub delle forze maldiviane considerato tra i più esperti.

Le operazioni nella grotta di Alimathà

Il nuovo intervento si concentra nella zona più interna della caverna sottomarina, dove i quattro sub italiani risultano ancora intrappolati dopo l’immersione. La profondità e la conformazione del cunicolo rendono particolarmente difficili le operazioni, tanto che nei giorni scorsi era stato necessario sospendere ogni tentativo di recupero. La decisione era arrivata dopo la morte di uno dei sommozzatori maldiviani impegnati nelle ricerche, episodio che aveva ulteriormente evidenziato i rischi legati all’accesso alla grotta. Con l’arrivo del team finlandese specializzato in immersioni speleologiche, le autorità hanno quindi riavviato il piano per riportare in superficie i corpi.

Intanto sono rientrati in Italia i venti connazionali che si trovavano a bordo dello yacht “Duke of York” insieme ai cinque sub morti durante l’escursione subacquea al largo dell’isola di Alimathà. Il gruppo è partito dall’aeroporto di Malè con un volo Neos diretto a Milano Malpensa, con scalo a Roma, ed è atterrato ieri sera. Alcuni dei passeggeri hanno raccontato che anche loro si erano immersi nella stessa giornata e che le condizioni meteo apparivano favorevoli. Una volta arrivati in aeroporto, i ricercatori e gli altri presenti sullo yacht sono stati accompagnati fuori da un’uscita secondaria, lontano dall’area riservata ai giornalisti.

L’ipotesi dell’incidente imprevisto

Sulle cause dell’incidente continua a emergere l’ipotesi di un evento improvviso verificatosi sott’acqua. Riccardo Gambacorta, ex istruttore subacqueo di Muriel Oddanino, la biologa marina di 31 anni tra le vittime, ha parlato della possibilità che durante l’immersione si sia verificato un incidente non prevedibile. Secondo la sua valutazione, l’ipotesi di un’intossicazione da ossigeno appare meno probabile rispetto ad altre dinamiche legate all’immersione nella grotta. Le verifiche proseguono mentre l’attenzione resta concentrata sulle operazioni in corso nella caverna sottomarina delle Maldive, dove il recupero dei quattro corpi rappresenta ancora il passaggio più delicato dell’intera vicenda.

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