Maltempo flagella il Nord-Est: tornado a Udine e tromba d’aria a Treviso
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Redazione Interno
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Una perturbazione violenta ha investito il Friuli Venezia Giulia e il Veneto nella serata del 22 maggio, scatenando fenomeni atmosferici eccezionali che hanno lasciato dietro di sé danni ingenti. A Buja, in provincia di Udine, un tornado ha sradicato alberi, divelto tetti e scoperchiato parzialmente una scuola elementare a Dignano, senza fortunatamente causare vittime. Nello stesso momento, una tromba d’aria si è abbattuta su Pederobba e Monfumo, nel trevigiano, dove le raffiche hanno devastato la casetta degli alpini nella frazione di Onigo, sollevando detriti e provocando il panico tra i residenti.
A Pederobba, già all’alba del 23 maggio, cittadini e tecnici comunali erano al lavoro per rimuovere i detriti e ripristinare la viabilità. "Cercheremo di tornare alla normalità entro domenica", ha assicurato il sindaco Marco Turato, mentre i volontari si adoperavano per sistemare gli edifici danneggiati. La perturbazione, oltre ai venti furiosi, ha scaricato piogge torrenziali: a Buttrio sono caduti 103 millimetri d’acqua in tre ore, un record che non si registrava da trent’anni. Duecento fulmini in sei ore hanno illuminato il cielo del Friuli, mentre i campi allagati e le strade sommerse hanno reso difficile la circolazione in diverse località.
Nell’udinese, la zona più colpita, i canali di scolo non hanno retto la portata dell’acqua, trasformando le vie in veri e propri torrenti. A San Vito al Tagliamento e Pravisdomini, nel pordenonese, le cantine e i garage sono finiti sott’acqua, costringendo i residenti a interventi urgenti per limitare i danni. Sebbene gli effetti siano stati meno gravi rispetto al resto della regione, anche qui i disagi non sono mancati, con alberi caduti a bloccare alcune arterie secondarie.




