Scuola, cattedre assegnate ma un insegnante su tre è precario
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Redazione Interno
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Nel Fermano circa un insegnante su tre è precario: su oltre 1.600 docenti complessivi, di ogni ordine e disciplina, circa 500 lavorano senza un posto stabile. È il dato indicato da Raffaella Giardini, sindacalista della Flc Cgil di Ascoli-Fermo, mentre si avvicina il ritorno tra i banchi e le cattedre vengono assegnate in vista dell’inizio delle lezioni. Nel territorio della Provincia di Fermo sono presenti circa 20 Istituti Comprensivi e dal prossimo lunedì gli insegnanti torneranno in classe per la prima lezione. Il tema del precariato resta quindi legato direttamente all’avvio dell’anno scolastico e alla composizione degli organici.
Nel Fermano circa 500 docenti precari su oltre 1.600 insegnanti
I numeri forniti per il Fermano delineano una presenza significativa di personale precario nelle scuole. Secondo Giardini, i circa 500 docenti senza una posizione stabile rappresentano, a grandi linee, un terzo degli oltre 1.600 insegnanti presenti sul territorio provinciale. Il dato riguarda un sistema scolastico articolato in circa 20 Istituti Comprensivi e comprende docenti appartenenti ai diversi ordini di scuola e alle varie discipline. Con l’avvicinarsi della prima campanella, l’assegnazione delle cattedre consente alle scuole di prepararsi all’avvio delle lezioni, ma allo stesso tempo mette nuovamente in evidenza il peso del lavoro precario all’interno degli organici.
La questione non riguarda soltanto il Fermano. Anche in altre aree, alla vigilia dell’apertura delle scuole, le operazioni per completare le assegnazioni continuano a intrecciarsi con la necessità di ricorrere ai supplenti. A Milano, a cinque giorni dalla prima campanella, risultavano ancora quattromila cattedre da coprire attraverso nuove nomine. In Lombardia erano 12.129 i docenti che avrebbero dovuto essere assunti in ruolo, mentre l’Ufficio scolastico regionale era riuscito a completare poco più di ottomila assunzioni, circa 2.500 delle quali riferite a Milano e provincia. Restavano quindi quattromila supplenti ancora da nominare.
In Lombardia migliaia di supplenti e cattedre ancora da coprire
Le nomine mancanti indicate per Milano e la Lombardia rappresentavano soltanto una prima parte delle supplenze necessarie. I quattromila docenti ancora da individuare erano destinati a incarichi da settembre al 31 agosto, mentre le operazioni per coprire le cattedre rimaste vacanti proseguivano parallelamente all’avvio dell’anno scolastico. In Lombardia erano stati stabilizzati 7.042 nuovi docenti con assunzioni a tempo indeterminato, ma restava comunque una presenza molto ampia di insegnanti supplenti, indicata in circa 25mila unità. Alcuni istituti avevano già iniziato le attività, mentre altri si preparavano a far suonare la prima campanella nei giorni immediatamente successivi.
Tra le scuole citate, il liceo Brera aveva già aperto le attività, mentre per altri istituti la prima campanella era prevista nella giornata successiva. Tra questi figuravano l’artistico Boccioni, l’alberghiero Carlo Porta e il Vespucci, insieme all’istituto tecnico Cattaneo e all’Ettore Conti. In parallelo continuavano le operazioni per assegnare le cattedre rimaste libere dopo le immissioni in ruolo. Il ricorso ai supplenti restava dunque necessario anche dopo migliaia di stabilizzazioni, mostrando come l’apertura delle scuole e il completamento degli organici procedessero contemporaneamente.
Cattedre scoperte anche a Rimini, coinvolto il personale Ata
Una situazione di difficoltà nella copertura degli organici emerge anche a Rimini. Secondo i numeri riportati dalla referente Flc della Cgil Marcella D’Angelo, a una settimana dall’avvio delle lezioni restavano ancora numerosi posti scoperti nelle cattedre, con valori vicini al 20%. I docenti precari arrivavano a sfiorare quota 1.300, mentre il completamento degli organici risultava ancora difficile in prossimità della prima campanella. Il problema, secondo quanto evidenziato, non coinvolge soltanto gli insegnanti, perché le carenze interessano anche il personale Ata, una componente indicata come necessaria per garantire l’operatività quotidiana degli istituti scolastici.
I dati provenienti dal Fermano, dalla Lombardia e da Rimini mostrano così diversi livelli dello stesso tema legato all’apertura delle scuole: da una parte le assunzioni e le assegnazioni già effettuate, dall’altra la presenza di docenti precari e posti ancora da coprire. Nel Fermano il rapporto indicato è di circa un precario ogni tre insegnanti, mentre in Lombardia migliaia di supplenti continuano a essere necessari nonostante oltre settemila stabilizzazioni. A Rimini, invece, le cattedre scoperte si avvicinano al 20% e alla carenza di docenti si aggiungono le difficoltà relative al personale Ata, proprio nei giorni che precedono l’avvio delle lezioni.
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