Prova su strada della Alpine A290: la citycar elettrica che ha ereditato il Dna da competizione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le strade sinuose che solcano la Valganna, quelle stesse che hanno scritto pagine di storia del Rally dei Laghi, hanno ascoltato per decenni un'unica, assordante sinfonia, fatta di rombi scoppiettanti e motori a scoppio spinti al limite. Oggi, a sfilare su quel nastro d'asfalto, c'è un'armonia di tutt'altra natura, un fischio elettrico che non tradisce però l'anima sportiva di chi quelle curve le vuole domare con uguale determinazione. La Alpine A290, che si presenta come l'erede diretta di un'icona degli anni ruggenti come la R5 Alpine, dimostra come le prestazioni non siano più un'esclusiva della benzina, proponendo un'esperienza di guida intensa e per nulla annacquata dalla sua natura a zero emissioni. Il suo design, che qualcuno potrebbe definire muscoloso e al tempo stesso compatto, non è una semplice operazione di stile, ma l'involucro di una meccanica pensata per chi non intende rinunciare al brivido pur rispettando i nuovi paradigmi della mobilità.

Un'eredità che pesa, ma non opprime

Il legame con il passato, che per molti appassionati rappresenta un'ipoteca difficile da onorare, viene gestito dalla casa francese non come un vincolo ma come un punto di partenza. Prendendo a modello la Renault 5, proprio come fece all'epoca il reparto corse del costruttore, Alpine costruisce un'auto che nel Dna ha la leggerezza e l'agilità, caratteristiche che si traducono in una risposta immediata allo sterzo e in un'insospettabile stabilità in curva. I duecento diciotto cavalli che spinge la versione GTS, un valore considerevole per una vettura di queste dimensioni, garantiscono accelerazioni fulminee, mentre il pacchetto sospensivo, rigidamente tarato, mantiene la vettura saldamente ancorata all'asfalto, restituendo al guidatore quella sensazione di controllo totale che è mancata a molti dei suoi rivali elettrici, i quali spesso prediligono il comfort alla reattività.

L'esperienza di guida oltre i preconcetti

Guidare questa vettura significa quindi accettare un patto non scritto: si rinuncia alla colonna sonora tradizionale, è vero, ma in cambio si ottiene una prontezza di erogazione che un propulsore termico potrebbe solo invidiare. La coppia, disponibile fin dai primi giri, elimina qualsiasi esitazione, trasformando ogni sorpasso e ogni immissione nel traffico in un'operazione istintiva e sicura. L'abitacolo, che qualcuno definisce una "piccola cockpit", avvolge il guidatore senza costringerlo, ponendo tutti i comandi essenziali a portata di mano in un layout che strizza l'occhio al mondo racing senza scadere nell'eccesso. Ci si trova, insomma, al centro di un progetto coerente, dove l'elettrificazione non è un fine ma il mezzo per raggiungere un'obiettivo ben preciso: il puro divertimento.

La praticità di un'anima sportiva

Nonostante le sue indubbie doti atletiche, la A290 non dimentica la sua vocazione originaria di citycar. Le sue dimensioni contenute la rendono agile e maneggevole nell'ambiente urbano, dove può sfruttare i suoi vantaggi, primo fra tutti il silenzio operativo e l'assenza di emissioni locali, per districarsi con eleganza nel caos del traffico cittadino. La batteria, che garantisce un'autonomia adeguata per gli spostamenti quotidiani, non inficia sulla distribuzione dei pesi, contribuendo anzi a quel bilanciamento che si apprezza maggiormente quando la strada si fa tortuosa. È in questo dualismo, questa capacità di essere compagna fedele per la spesa e al contempo anima spericolata per un percorso montano, che risiede la sua forza più autentica, dimostrando come le due nature possano coesistere senza che l'una prevarichi l'altra.

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