Gassmann contro i balneari: «Spiagge vuote? Colpa dei prezzi troppo alti»
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Redazione Interno
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Alessandro Gassmann non ha usato mezzi termini per commentare uno dei temi più discussi dell’estate: il calo di presenze negli stabilimenti balneari. «Forse avete esagerato coi prezzi», ha scritto su Instagram, accompagnando il post con una foto di ombrelloni chiusi e una spiaggia deserta, in sottofondo L’estate sta finendo dei Righeira. Un’immagine che, al di là dell’ironia, riflette una realtà concreta: quella di una stagione che, almeno finora, non ha mantenuto le promesse.
Dai lidi adriatici alle coste campane, il quadro è lo stesso. Lettini vuoti, file di ombrelloni inutilizzati, locali che faticano a riempirsi anche in piena stagione. Gli operatori del settore, attraverso Assobalneari, parlano di un calo che oscilla tra il 20% e il 30% rispetto agli anni scorsi, sia nelle presenze che nei consumi. Un dato che trova conferma nelle testimonianze di chi, in queste settimane, ha scelto il mare solo per brevi fughe, spesso limitate alla domenica.
Il Codacons, da tempo critico verso le politiche di pricing degli stabilimenti, invita a una riflessione: «Se la gente non viene, forse è il caso di abbassare le tariffe». Una posizione che sembra trovare eco nelle scelte delle famiglie, sempre più orientate verso un turismo “mordi e fuggi”, dettato non solo dalla ricerca di risparmio ma anche da un potere d’acquisto ridotto.
In Toscana, dove tradizionalmente il flusso turistico è consistente, la situazione non è diversa. Follonica rappresenta un’eccezione, ma altrove si registra un’estate a metà, con operatori che temono un agosto senza ripresa. Le cause? Oltre ai rincari, c’è una domanda più fragile, che riflette le difficoltà di un’economia ancora in affanno.




