Anthropic tocca quota 380 miliardi con un maxi-round da 30 miliardi, ma la sicurezza perde pezzi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La febbre dell’intelligenza artificiale non accenna a diminuire e l’ultimo termometro a certificare lo stato di ebollizione del mercato si chiama Anthropic. La startup di San Francisco, quella che ha dato vita al chatbot Claude, ha appena chiuso un colossale round di finanziamento di Serie G da 30 miliardi di dollari, un’operazione che porta la sua valutazione post-money a 380 miliardi. Una cifra che, per dare un ordine di grandezza, è più del doppio di quella attribuita alla società appena sei mesi fa, quando a settembre aveva chiuso un altro round di raccolta -2-5. L’operazione, guidata da colossi finanziari del calibro del fondo sovrano di Singapore GIC e di Coatue, ha visto la partecipazione di un lungo elenco di investitori, tra cui spiccano nomi come BlackRock, Fidelity, JP Morgan, e persino i giganti tecnologici Microsoft e Nvidia, i quali avevano già manifestato in passato l’intenzione di raddoppiare la loro esposizione nella società -1-3.

Il capitale fresco servirà ad alimentare la macchina della ricerca, a sviluppare nuovi prodotti e, soprattutto, a potenziare quell’infrastruttura computazionale il cui costo, per modelli sempre più complessi, è diventato una barriera d’ingresso pressoché insormontabile per chiunque voglia competere sul proscenio dell’AI generativa -6. La strategia di Anthropic, incentrata sulla creazione di un’intelligenza artificiale “etica” e fortemente orientata al mondo enterprise, sta pagando. L’azienda ha dichiarato un fatturato annualizzato di 14 miliardi di dollari, una cifra che ne certifica la crescita esponenziale e che trova il suo traino principale in Claude Code, lo strumento di assistenza alla programmazione che da solo ha già superato i 2,5 miliardi di dollari di ricavi su base annua -6-10. Un successo che ha reso miliardari i sette cofondatori, tra cui i fratelli Dario e Daniela Amodei, le cui partecipazioni azionarie, secondo le stime di Forbes, hanno visto quasi raddoppiare il proprio valore, attestandosi intorno ai 7 miliardi di dollari ciascuno -5-9.

Tuttavia, mentre il denaro scorre a fiumi e la macchina aziendale macina record su record, l’ala più riflessiva e cauta del settore mostra segni di cedimento. In contemporanea con l’annuncio del maxi-finanziamento, si è consumata l’uscita di scena di Mrinank Sharma, il responsabile della ricerca sulla sicurezza di Anthropic. Sharma, che era entrato in azienda nel 2023 dopo un dottorato a Oxford, ha lasciato con una lettera di addio dai toni apocalittici, parlando di un mondo «in pericolo» non solo a causa dell’intelligenza artificiale, ma per una serie di crisi interconnesse. Nelle sue parole, diffuse anche sui social, ha raccontato di aver visto «ripetutamente quanto sia difficile lasciare davvero che i nostri valori governino le nostre azioni» -2.

La replica di Musk e la disputa sul nome

In questo clima di euforia finanziaria e inquietudine tecnica, non poteva mancare la stoccata di Elon Musk. Il patron di Tesla, SpaceX e della rivale xAI (autrice del chatbot Grok), ha commentato a caldo l’annuncio del round su X, la piattaforma di sua proprietà, con un’invettiva che ha fatto il giro del mondo. «La vostra IA odia i bianchi e gli asiatici, specialmente i cinesi, gli eterosessuali e gli uomini. Questo è misantropico e malvagio. Aggiustatelo», ha scritto Musk, rincarando la dose con una riflessione sul nome dell’azienda, reo di essere tragicamente profetico nel trasformarsi in *Misanthropic*. Un attacco, quello del magnate sudafricano, che molti analisti hanno letto come una chiara manifestazione di nervosismo per una concorrente che, con questa mossa, allunga nettamente le distanze da xAI, la cui ultima valutazione si aggirava intorno ai 250 miliardi di dollari dopo la fusione con SpaceX.

Non è solo la concorrenza a preoccuparsi. La crescita tumultuosa di Anthropic sta creando attriti anche fuori dai confini statunitensi. Una piccola società di software indiana, Anthropic Software, ha infatti citato in giudizio il colosso californiano presso un tribunale commerciale del Karnataka. L’azienda locale, che opera con questo nome dal 2017, sostiene che l’ingresso della multinazionale in India stia generando confusione tra i clienti e chiede il riconoscimento del proprio prior usage, oltre a un risarcimento danni di circa 110mila dollari -7. Una disputa legale minore, ma che getta un’ombra di complessità burocratica su un’espansione altrimenti trionfale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.