Dacia Bigster, la prova: con il mild hybrid-G 140 punta più in alto
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Redazione Economia
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La sorella maggiore della Duster compie un ulteriore, significativo passo in avanti lungo quella che può essere definita la scala della mobilità automobilistica, avvicinandosi a segmenti tradizionalmente più elitari senza tradire la propria filosofia fondante. Lo compie, in particolare, con l'introduzione della versione Bigster mild hybrid-G 140, la quale, per la prima volta nella storia del brand, abbina il sistema mild-hybrid da 48 Volt al cavallo di battaglia della casa: il propulsore bifuel alimentato a benzina e GPL. Questo approccio, che unisce l'efficienza dell'ibridizzazione leggera ai vantaggi economici del gas, rappresenta un'evoluzione tecnologica importante per un costruttore che ha sempre basato il suo successo sull'essenzialità intelligente.
La filosofia Dacia in un formato più grande
Con la Bigster, Dacia propone un SUV di segmento C dalle dimensioni abbondanti, le quali gli consentono di trasportare comodamente cinque passeggeri e un bagagliaio dalla capacità notevole, quantificata in 660 litri. Nonostante le sue generose proporzioni, che la rendono più lunga della Jogger – la quale, con i suoi due centimetri in meno, rimane l'unico modello a sette posti della gamma –, l'auto conserva intatti i principi cardine del marchio rumeno. La concretezza e il prezzo competitivo, elementi distintivi di ogni sua vettura, trovano qui una declinazione inedita in un package più grande e ambizioso, dimostrando come l'essenzialità non sia sinonimo di rinuncia allo spazio o alla versatilità.
Efficienza e autonomia record
La versione mild-hybrid 48 Volt a GPL da 140 cavalli incarna il massimo dell'espressione in termini di risparmio, presentando un listino identico a quello della corrispondente variante a benzina ma garantendo, al contempo, costi di percorrenza sensibilmente inferiori. La Bigster ridefinisce così il concetto di efficienza nell'ambito dei C-SUV, unendo al comfort e alla praticità d'uso un'autonomia straordinaria, che raggiunge i 1.450 chilometri con un pieno. Questo propulsore bifuel, arricchito dalla tecnologia ibrida leggera, segna un'evoluzione che consente al costruttore di collocarsi con maggiore autorevolezza nel segmento medio-alto, ampliando la propria offerta senza stravolgerne l'identità.
Design e prospettive future
Ogni linea della vettura riflette un equilibrio studiato tra solidità e sobrietà, caratteristiche che definiscono un design dichiaratamente funzionale e lontano da inutili fronzoli. Il linguaggio stilistico, che alcuni definirebbero spartano, si concentra sulla sostanza, privilegiando la funzionalità senza però apparire antiquato. Parallelamente, il costruttore rumeno sta già lavorando a ulteriori sviluppi tecnologici; è infatti attesa, per la Bigster e probabilmente in seguito anche per la Duster, una variante a trazione integrale ibrida che sfrutterà un motore elettrico per muovere le ruote posteriori, sostituendo il più convenzionale albero di trasmissione e aprendo così a nuove possibilità di guida.




