Borse europee chiudono in rialzo, Milano sostenuta dal tech. Crolla Stellantis dopo i conti
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Redazione Economia
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Le principali Borse europee hanno chiuso la seduta in netto progresso, trainate dal rimbalzo del comparto tecnologico a Wall Street e da un contesto macroeconomico che, complessivamente, continua a offrire segnali di tenuta. L'indice Ftse Mib di Piazza Affari ha archiviato la giornata con un rialzo dell'1,3%, portandosi sopra la soglia psicologica dei 52.000 punti, in linea con il recupero generalizzato degli altri listini del Vecchio Continente.
Parigi ha guadagnato lo 0,92%, mentre Francoforte ha chiuso a +0,45% e Londra, pur restando più indietro, ha aggiornato i massimi intraday sfiorando il traguardo storico degli 11.000 punti, sostenuta anche dalla decisione della Bank of England di mantenere invariati i tassi di interesse al 3,75%.
Il peso delle trimestrali e il verdetto della Fed
L'attenzione degli operatori, dopo l'appuntamento con la Federal Reserve che ha lasciato i tassi nell'intervallo tra il 3,50% e il 3,75% per la quinta volta consecutiva, si è interamente concentrata sulla valanga di risultati trimestrali in arrivo. A dare la carica ai listini ci ha pensato il balzo del Nasdaq, con il titolo Microsoft in rialzo di quasi il 10% dopo conti superiori alle attese, un segnale che ha temporaneamente allentato i timori di una bolla nel settore tecnologico.
In questo contesto, le parole del presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha parlato di una fase di "riflessione vigile" e ha evitato di fornire indicazioni restrittive sul futuro, sono state interpretate dai mercati come un segnale di cautela che ha ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, contribuendo a sostenere gli indici.
Milano tra luci e ombre: il crollo di Stellantis
A Piazza Affari, il rally del comparto tech ha proiettato sotto i riflettori STMicroelectronics, che ha strappato un rialzo del 6,4%, seguita da Azimut (+3,9%) e Prysmian (+4,5%). Proprio Prysmian ha beneficiato dell'entusiasmo per i conti record del secondo trimestre, che hanno visto un utile netto in crescita del 17,9% a 323 milioni e una revisione al rialzo della guidance sull'ebitda adjusted per l'intero anno, ora previsto tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro.
Dall'altro lato della barricata, il vero protagonista in negativo è stato Stellantis, che ha chiuso la seduta con un crollo del 4,3%, nonostante il gruppo abbia comunicato un ritorno all'utile nel secondo trimestre con 293 milioni di euro, a fronte della perdita di 1,87 miliardi dello scorso anno.
I ricavi netti sono saliti a 43,5 miliardi di euro, con una crescita del 13%, trainati principalmente dal Nord America, ma il mercato ha giudicato i risultati inferiori alle attese, penalizzando il titolo che, dopo un avvio di seduta con perdite superiori all'8%, ha faticato a recuperare terreno.
Macro, petrolio e spread nel giorno della BoE
Sul fronte macroeconomico, la decisione della Bank of England di confermare il costo del denaro al 3,75% ha rispettato le attese, in un contesto segnato dalle incognite sull'inflazione e dall'avvento del nuovo governo guidato da Andy Burnham. L'economia dell'Eurozona ha mostrato segnali di ripresa, crescendo dello 0,4% nel secondo trimestre, una performance migliore del previsto che ha contribuito a rasserenare gli animi.
Intanto, il petrolio ha viaggiato su due velocità: il Brent ha ceduto lo 0,6% attestandosi a 90,2 dollari al barile, mentre il Wti è rimasto stabile a 84,6 dollari. Il prezzo del gas naturale ha subito una flessione del 3,4% a 58,4 euro al megawattora, mentre lo spread tra il Btp italiano e il Bund tedesco si è mantenuto sostanzialmente stabile a 81 punti base, con il rendimento del decennale italiano sceso sotto la soglia del 4%.
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