La grazia di Sorrentino, il cinema interroga il potere e la solitudine del Quirinale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Paolo Sorrentino, tornando a scandagliare gli ambienti del potere dopo il successo de "Il Divo", affronta con "La Grazia" la figura più alta dello Stato, descrivendola non attraverso l'azione politica ma la lente dell'introspezione e della responsabilità morale. Il film, che ha Toni Servillo nei panni di un presidente della Repubblica alle soglie della scadenza del suo mandato, si concentra infatti su un momento di profonda crisi interiore, quando il capo dello Stato, assistito dalla figlia giurista, deve decidere sull'eventuale concessione di due grazie e sulla firma di una legge sul fine vita. Una scelta, questa, che il regista compie per esplorare il Quirinale non come un palcoscenico di manovre, bensì come il luogo fisico e metaforico del dubbio, della paternità simbolica e di un'autorità che si misura, in ultima analisi, con la sua stessa solitudine.

Una tradizione cinematografica che preferisce il simbolo alla cronaca

La pellicola, la cui distribuzione è affidata a PiperFilm, si inserisce in una consolidata tradizione del cinema italiano che ha spesso raccontato il presidente della Repubblica come un'icona, una figura appartenente più alla sfera simbolica che a quella strettamente politica, dalle satire grottesche degli anni Settanta fino alla celebre interpretazione di Giulio Andreotti da parte dello stesso Servillo. Sorrentino, presentando in anteprima il lavoro alla Mostra del Cinema di Venezia, sembra proseguire su questa strada, pur affrontando temi di scottante attualità come la giustizia e la dignità del morire; lo fa ponendo al centro della narrazione una domanda cruciale, "Di chi sono i nostri giorni?", che diventa il filo conduttore di un'indagine sull'esercizio del potere in una dimensione privata e quasi claustrofobica. Il presidente, un grande giurista, è ritratto nel momento in cui il peso delle sue decisioni, destinate a segnare irrimediabilmente delle vite, si fa più acuto e personale.

Il controcanto ironico di Coco Valori, interpretata da Milvia Marigliano

Accanto alla magistrale interpretazione di Servillo, che già si annuncia come uno dei punti di forza dell'opera, un elemento di particolare rilievo è costituito dal personaggio di Coco Valori, l'amica del presidente, la cui arguzia e le cui battute hanno già conquistato il pubblico nelle prime proiezioni. A darle vita è l'attrice di teatro Milvia Marigliano, la cui performance, definita da molti già di culto, offre un necessario e sapiente controcanto alla gravità dei temi trattati, introducendo una vena di ironia e di umanità che stempera la tensione del dramma. La sua presenza, del resto, non fa che accentuare il contrasto tra la solennità della carica e la natura intima, a tratti fragile, delle relazioni personali che persistono anche all'interno di quel palazzo, restituendo un'immagine sfaccettata e complessa di chi detiene l'autorità.

Un'indagine sulla morale che va oltre la politica contingente

Il lavoro di Sorrentino, dunque, evitando di trasformarsi in un film-inchiesta o in una cronaca degli avvenimenti di palazzo, si configura come un'indagine profonda sull'etica del governare e sul conflitto permanente tra legge e coscienza. La scelta di ambientare la vicenda allo scadere del mandato presidenziale non è casuale, poiché toglie al personaggio ogni calcolo di opportunità politica futura, isolandolo in una purezza di giudizio che è al tempo stesso un macigno. In questa prospettiva, la grazia presidenziale diventa il pretesto narrativo per esplorare il significato ultimo della clemenza e della giustizia, temi che, come dimostrano anche alcune recenti e dolorose cronache nere oggetto di attente indagini da parte della magistratura, continuano ad animare il dibattito pubblico sulla funzione della pena e sui limiti del potere dello Stato di intervenire sulle sentenze.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.