Putin annuncia l'avanzata, mentre i missili russi colpiscono ancora il porto di Odessa
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Redazione Esteri
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Mentre a Mosca si tracciavano i piani per le prossime mosse sul fronte orientale, sulle coste del Mar Nero si consumava un nuovo episodio di violenza. Nella serata, infatti, le forze russe hanno sferrato un massiccio attacco missilistico contro un'infrastruttura portuale nella regione di Odessa, utilizzando, secondo quanto riferito dalle autorità locali, missili balistici. L'impatto degli ordigni ha provocato immediate devastazioni, causando un vasto incendio che ha rapidamente avvolto i camion parcheggiati nell'area. Il bilancio, reso noto dal governatore regionale, è di sette persone decedute sul colpo e di altre quindici rimaste ferite, alcune delle quali in condizioni tali da richiedere immediate cure mediche. Tutti i feriti sono stati prontamente ricoverati in ospedale, dove i sanitari stanno fornendo loro le necessarie attenzioni.
L'attacco a Odessa, peraltro, non rappresenta un evento isolato ma si inserisce in una lunga serie di offensive mirate alle infrastrutture logistiche e portuali ucraine, che Mosca considera legittimi obiettivi militari. Questa strategia, come evidenziato dai fatti di cronaca che si susseguono da mesi, mira a indebolire la capacità di Kiev di esportare merci e, parallelamente, di ricevere aiuti. L'episodio odierno, del resto, giunge in un momento di grande attenzione internazionale, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato oggi a Varsavia per colloqui con i leader polacchi, incontri che si preannunciano cruciali per la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza e difesa.




