Funerali di Carlo Petrini a Pollenzo, migliaia di persone per l’ultimo saluto
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Redazione Interno
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I funerali di Carlo Petrini hanno richiamato a Pollenzo migliaia di persone arrivate fin dalle prime ore del mattino per dare l’ultimo saluto al fondatore di Slow Food e Terra Madre, morto a 76 anni. Il Cortile di ingresso dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo si è riempito rapidamente di amici, collaboratori e cittadini, in una giornata dal clima estivo segnata da lacrime, applausi e canti. L’arrivo della bara sotto il viale di Tigli del Quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo è stato accolto da un lungo applauso davanti a una folla raccolta per una commemorazione laica, organizzata all’aperto sotto gli alberi del complesso universitario.
Nella camera ardente si sono accumulati mazzi di fiori e corone tra rose bianche, rose rosa e girasoli, mentre accanto alla bara erano presenti la sorella Chiara e altri familiari. La lunga fila di auto dirette verso Pollenzo era visibile già prima dell’ingresso all’Agenzia, con tante persone arrivate con ore di anticipo per partecipare alla cerimonia. L’addio si è svolto senza rito religioso, in una forma corale che ha accompagnato il ricordo pubblico di Petrini, conosciuto da tutti come Carlin, figura centrale nel mondo dell’alimentazione e della valorizzazione della terra.
Il ricordo del rettore Nicola Perullo
Tra i primi interventi della commemorazione è arrivato quello di Nicola Perullo, rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha ricordato il rapporto costruito negli anni con Carlo Petrini e la visione che portò alla nascita dell’ateneo. Perullo ha raccontato come nel 2000 quel luogo fosse “una rovina” e come Petrini riuscì invece a immaginare ciò che sarebbe diventato nel tempo. Nel suo intervento ha sottolineato la capacità del fondatore di Slow Food di guardare avanti e coinvolgere persone molto diverse tra loro, ricordandolo con le parole “barra dritta, avanti tutta, oltre l’ostacolo”.
Alla commemorazione hanno partecipato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lorusso, Don Luigi Ciotti, Moni Ovadia e l’imprenditore Oscar Farinetti. Proprio Moni Ovadia ha ricordato Petrini definendolo un uomo capace di trasformare in realtà idee e cambiamenti che altri avevano soltanto immaginato. Le sue parole sono state accolte da applausi e momenti di forte commozione durante una cerimonia che ha alternato interventi pubblici, silenzi e musica.
L’addio laico tra applausi, canti e migliaia di persone
La commemorazione si è conclusa sulle note di “Cielito Lindo”, in un clima partecipato che ha unito amici storici, rappresentanti delle istituzioni e persone arrivate da diverse parti del territorio. Sotto gli alberi del cortile verde di Pollenzo, la folla ha seguito in silenzio i vari momenti dell’addio, trasformando la cerimonia in un lungo saluto collettivo. L’immagine del pubblico raccolto all’aperto, insieme al lungo applauso all’arrivo della bara, ha segnato una giornata che ha fermato Pollenzo attorno alla figura di Carlo Petrini.
Nel corso della giornata sono emersi il legame profondo tra Petrini e l’Università di Scienze Gastronomiche e il ruolo che il fondatore di Slow Food ha avuto nella costruzione di un progetto capace di attirare persone e idee differenti. La scelta di una cerimonia laica all’aperto, condivisa da migliaia di presenti, ha accompagnato l’ultimo saluto a una figura che nel tempo ha legato il proprio nome a Pollenzo, alla cultura del cibo e al rapporto con la terra.




