Imu, una geografia di disuguaglianze in vista del saldo di dicembre
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Redazione Interno
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Mentre si avvicina la scadenza del 16 dicembre per il saldo della seconda rata dell'Imu 2025, un'analisi condotta dal servizio stato sociale della Uil fotografa un sistema caratterizzato da profonde disparità, le quali, a parità di condizioni economiche del contribuente, generano importi molto diversi da un capo all'altro del paese. Lo studio, pubblicato il 9 dicembre, fissa la media nazionale del tributo per le seconde case a 977 euro, un dato che però nasconde differenze abissali tra i comuni, con un prelievo che risulta sensibilmente più gravoso soprattutto nelle aree urbane del centro-nord, dove la pressione fiscale locale si fa sentire in misura maggiore.
Le forbici tra nord e sud: da Roma a Palermo
La forbice tra le diverse realtà territoriali, come evidenziato dai calcoli del sindacato, è ampia e dipende dalla combinazione di aliquote e coefficienti stabiliti a livello comunale. Roma, ad esempio, si conferma la città dove l'Imu pesa di più, con un importo medio che raggiunge i 3.500 euro, seguita da Milano, dove si sfiorano i 3.000 euro, e da Venezia. All'estremo opposto della classifica si collocano invece Palermo e Pesaro, dove la tassa si attesta rispettivamente a 391 e intorno ai 400 euro, cifre che delineano un panorama nazionale disomogeneo e, come denunciato dalla Uil, "diseguale e confuso", dove la residenza dell'immobile diviene un fattore determinante per l'esborso finale.
Le possibili agevolazioni per i contribuenti
Al di là delle disparità geografiche, il legislatore prevede alcune forme di sgravio per specifiche categorie, alle quali i contribuenti possono ricorrere per mitigare l'onere del tributo. Una agevolazione, ad esempio, spetta a chi ha deciso di affittare il proprio immobile a canone concordato, una misura pensata per incentivare la locazione a condizioni calmierate. Ulteriori benefici, seppur non uniformi su tutto il territorio, possono essere previsti dai singoli enti locali: alcuni comuni, infatti, riconoscono uno sconto del 20% a chi opta per il pagamento tramite domiciliazione bancaria, mentre altri estendono una riduzione anche a coloro che concedono l'immobile in comodato d'uso gratuito o a pensionati residenti all'estero, circostanze che rendono necessario informarsi presso l'amministrazione di competenza.
Chi è tenuto al versamento e le esclusioni
L'Imposta municipale unica, il cui saldo è in scadenza il prossimo martedì 16 dicembre, riguarda in generale i possessori di immobili che non costituiscono l'abitazione principale, incluse le aree fabbricabili e i terreni agricoli. Come specificato dal ministero dell'Economia e delle Finanze, sono tuttavia escluse dal tributo le cosiddette pertinenze della prima casa, purché classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, e nella misura massima di un'unità per ciascuna di tali categorie, anche se iscritte in catasto insieme all'alloggio principale. Una disposizione, questa, che delinea i confini di un obbligo fiscale complesso, il cui ammontare continua a dipendere in maniera significativa dalla volontà delle amministrazioni locali.




