Salute femminile, tra ricerca e disuguaglianze: i dati e le sfide
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Redazione Salute
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La salute delle donne, da tempo marginalizzata negli studi clinici, sta finalmente conquistando l’attenzione che merita. Sebbene l’altro sesso sia stato a lungo sottorappresentato nelle sperimentazioni, oggi i numeri raccontano un’inversione di tendenza. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono 1.200 i farmaci in sviluppo clinico destinati alle donne, con una distribuzione che riflette le priorità emergenti: 95 per patologie ginecologiche, 190 per il tumore all’utero, 83 per quello alle tube di Falloppio, 558 per il carcinoma mammario, 251 per il tumore ovarico e 22 per condizioni legate a gravidanza e parto.
Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, ha sottolineato come la salute femminile sia "un pilastro fondamentale per il benessere dell’intera società". Le donne, ha osservato, "spesso ricoprono più ruoli contemporaneamente e fungono da caregiver per l’intera famiglia", un carico che rende ancora più urgente garantire loro cure adeguate. Ma se la ricerca farmaceutica compie passi avanti, restano nodi critici, a partire dalla tendenza a trascurare i segnali del proprio corpo.
La Società italiana di neurologia (Sin) ha lanciato un monito in occasione della Giornata nazionale della salute della donna: "È tempo che le donne prestino attenzione alla propria salute, anche quella neurologica, con piena consapevolezza". I neurologi evidenziano come, a causa delle molteplici responsabilità quotidiane, spesso si tenda a sottovalutare sintomi, ritardare controlli o ignorare dolori che potrebbero nascondere patologie serie.
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando che "la Costituzione, all’articolo 32, riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività". Tuttavia, ha aggiunto, "persistono marcate disuguaglianze sanitarie che penalizzano le donne", rendendo indispensabile rafforzare la medicina di genere, gli investimenti in prevenzione e la formazione dei professionisti.




