Dallavalle, l'argento Mondiale è un sogno da 17,64: "Ho rivisto tutta la mia vita in quel salto"
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Redazione Sport
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Andrea Dallavalle, il cui talento è stato più volte messo a dura prova da infortuni ricorrenti che ne hanno minato la regolarità, ha trovato nella finale mondiale di Tokyo la perfetta condensazione della sua carriera. L’azzurro del triplo, che quando caviglie e persino il suo portafortuna – l’elastico delle mutande – reggono, sa esprimere una forma atletica di altissimo livello, ha infatti firmato una prestazione al limite del paradossale. Al quinto tentativo della serata nipponica, l’atleta ha infatti sfoderato un eccezionale salto da 17,64 metri, misura che rappresenta il suo nuovo record personale e che, momentaneamente, lo aveva issato al primo posto della graduatoria.
La vittoria, tuttavia, è stata sottratta all’ultimo, drammatico salto dal portoghese Pedro Pichardo, campione in carica, che con un misura di 17,91 metri ha composto il proprio poker di titoli mondiali. Una beffa che nulla toglie al valore dell’impresa di Dallavalle, il quale, dopo la gara, ha paragonato la sua emozione a quella di un calciatore che vince la Champions League, definendo il percorso verso il podio "un sogno" coltivato da sempre.




