La Bce avvia la fase di sviluppo per l'euro digitale, ipotesi emissione nel 2029

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Banca centrale europea ha ufficialmente superato la fase preparatoria, che aveva avuto inizio nel novembre del 2023, avviando così lo sviluppo vero e proprio del progetto di euro digitale. Una decisione che, rispondendo alle sollecitazioni dei leader europei per una maggiore celerità, intende preparare l’Eurosistema a una potenziale prima emissione già nel 2029, anticipata da un progetto pilota a partire dal 2027, a patto che il quadro normativo europeo venga adottato, come previsto, entro il 2026. L’obiettivo dichiarato è quello di dotare cittadini e imprese di uno strumento di pagamento digitale universale, che sia al contempo semplice e accessibile, il quale, grazie a caratteristiche peculiari, potrà essere utilizzato persino in assenza di una connessione a internet, con la medesima immediatezza che si ha nell’utilizzo del contante fisico.

Panetta: più concorrenza e un'infrastruttura europea mancante

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Firenze, Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, ha sottolineato come l’adozione della moneta digitale avrà l’effetto di accrescere la concorrenza all’interno del settore finanziario europeo. Panetta, intervenuto dopo la decisione di mantenere invariati i tassi di interesse, ha messo in evidenza i benefici più ampi dell’iniziativa, tra i quali spicca la costruzione di un’infrastruttura digitale paneuropea della quale oggi si avverte la mancanza. “Grazie alle sue caratteristiche intrinseche”, ha affermato il Governatore, “l’euro digitale consentirà agli istituti di credito di proporre alla propria clientela una gamma di servizi addizionali”, creando nuove opportunità di business in un panorama finanziario in evoluzione.

Una chiave per l'indipendenza europea nel panorama tecnologico

La portata dell’operazione, del resto, viene interpretata da alcuni osservatori come un passaggio strategico fondamentale. “Altro che Fratello. L’euro digitale è la chiave dell’indipendenza europea”, ha dichiarato Angelica Finatti, esperta di blockchain, durante un convegno dedicato ai diritti digitali. Nel progetto della Bce, la Finatti vede nientemeno che “una delle più grandi trasformazioni economiche e tecnologiche degli ultimi anni”, un’iniziativa in grado di ridisegnare gli equilibri e di affrancare l’Europa dalla dipendenza tecnologica di attori extraterritoriali. Un tema, quello della sovranità digitale, che è stato al centro di un confronto nel corso della recente Privacy Week, dove si è discusso dei delicati equilibri tra innovazione, sicurezza e diritti individuali.

Il percorso verso l'implementazione e gli scenari futuri

Il cammino che condurrà all’eventuale introduzione della moneta digitale è però ancora lungo e del tutto condizionato all’approvazione del regolamento europeo, il quale dovrà definire il perimetro giuridico e operativo dello strumento. La fase di sviluppo, che ora prende il via, sarà cruciale per testarne la fattibilità tecnica e la resilienza, oltre che per affinarne le caratteristiche di sicurezza e privacy, aspetti che generano un dibattito acceso tra gli addetti ai lavori. Si tratta di un processo articolato, il cui esito è osservato con grande attenzione non solo dalle autorità di vigilanza e dagli operatori finanziari, ma anche da coloro che guardano con interesse alla possibilità di un’alternativa europea nel settore dei pagamenti digitali.

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