Tre navi da guerra russe nel Mediterraneo, una portaerei armata di missili Kalibr

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Marina ucraina ha reso noto che la Russia ha schierato tre unità militari nel Mediterraneo, tra cui una portaerei equipaggiata con missili da crociera Kalibr, noti per la loro capacità di colpire obiettivi terrestri e navali a oltre 2.500 chilometri di distanza. Si tratta di un armamento ad alta precisione, il cui dispiegamento in acque internazionali solleva interrogativi sulle intenzioni di Mosca, soprattutto in un momento in cui gli attacchi aerei russi sull’Ucraina si sono fatti più intensi.

Proprio in queste ore, il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato un’escalation di violenza, definendola una "campagna di terrore" orchestrata per destabilizzare il Paese. "Nell’ultima settimana – ha scritto su X – abbiamo registrato oltre 1.800 droni, più di 1.200 bombe guidate e 83 missili di vario tipo". Nonostante la pressione, però, le difese aeree ucraine avrebbero respinto gran parte degli ordigni, limitando i danni.

L’arrivo delle navi russe nel Mediterraneo coincide con un altro sviluppo significativo: l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di nuove forniture militari alla Nato, tra cui sistemi Patriot, obici e munizioni per aerei, destinate a Kiev. Se da un lato gli Stati Uniti rafforzano il loro sostegno all’Ucraina, dall’altro Mosca sembra rispondere ampliando la propria presenza strategica in un’area cruciale, dove il controllo marittimo può influenzare gli equilibri regionali.

Intanto, la collaborazione tra Russia e Corea del Nord torna sotto i riflettori dopo che Mosca ha ringraziato Pyongyang per i rifornimenti di droni Shahed, utilizzati massicciamente nei recenti bombardamenti. Zelensky ha definito questi attacchi "un tentativo di prolungare la guerra", sottolineando la necessità di neutralizzare la minaccia per riaprire i canali diplomatici.

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