Scoperta una super Terra potenzialmente abitabile a 18 anni luce da noi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A una distanza, che in termini astronomici si considera quasi un vicinato cosmico, di diciotto anni luce dalla Terra, un team internazionale di astronomi ha individuato un pianeta che possiede molte delle caratteristiche necessarie per essere considerato un ambiente potenzialmente ospitale. GJ 251 c, questo il suo nome, orbita attorno a Gliese 251, una stella nana rossa che splende nella costellazione dei Gemelli e che, sebbene più piccola e fredda del nostro Sole, potrebbe offrire alla sua "super Terra" le condizioni giuste per un fenomeno fondamentale: la presenza di acqua allo stato liquido in superficie. La scoperta, che è stata resa possibile grazie all'impiego di strumenti di rilevazione d'avanguardia come gli spettrografi Nieid e Habitable-Zone Planet Finder, è stata recentemente pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal, aggiungendo un tassello significativo alla mappa dei mondi potenzialmente abitabili al di fuori del nostro sistema solare.
Le caratteristiche del pianeta e la sua posizione privilegiata
GJ 251 c non è un semplice pianeta roccioso; le sue dimensioni, che si stima siano circa quattro volte superiori a quelle della Terra, lo collocano in quella categoria di corpi celesti che gli scienziati definiscono, non a caso, "super Terre". Ciò che lo rende particolarmente interessante, al di là della sua massa e della sua composizione probabilmente rocciosa, è la posizione che occupa nel suo sistema stellare. Esso, infatti, si trova all'interno di quella regione che gli astronomi chiamano "zona abitabile" o "zona Goldilocks", un'area non troppo calda e non troppo fredda, dove l'energia irradiata dalla stella madre potrebbe permettere all'acqua, qualora fosse presente, di persistere in forma liquida. È proprio questa condizione, che sulla Terra ha permesso il fiorire della vita così come la conosciamo, a rendere il pianeta un candidato così promettente per le ricerche future.
La stella madre: una nana rossa da studiare con attenzione
L'ambiente in cui GJ 251 c è immerso è però dominato da una stella, Gliese 251, che presenta caratteristiche molto diverse dal nostro Sole. Le nane rosse, categoria a cui essa appartiene, sono infatti note per la loro instabilità, capaci di emettere potenti brillamenti e radiazioni che potrebbero erodere l'atmosfera di un pianeta così vicino. La relativa vicinanza del pianeta alla sua stella, necessaria per ricevere un calore sufficiente data la natura più fredda della nana rossa, rappresenta al contempo una sfida e un'opportunità per gli scienziati, i quali dovranno verificare se le condizioni di abitabilità possano effettivamente sussistere nonostante queste avversità. Alcuni di loro, come l'astronomo Suvrath Mahadevan della Penn University, hanno già definito questo mondo "la nostra migliore opportunità per trovare vita oltre la Terra", sottolineando il potenziale straordinario che esso rappresenta.
Il significato della scoperta e le prospettive di ricerca
La rilevazione di GJ 251 c, oltre a riaccendere l'entusiasmo nella caccia agli esopianeti, dimostra i rapidi progressi compiuti dalla tecnologia astronomica, la quale permette ormai di individuare e studiare mondi sempre più simili al nostro. Sebbene la distanza che ci separa da questo pianeta rimanga proibitiva per qualsiasi missione con equipaggio – un anno luce corrisponde a circa novemila e quattrocento miliardi di chilometri – la sua relativa vicinanza in scala cosmica lo rende un bersaglio privilegiato per le osservazioni dei telescopi di prossima generazione. Questi strumenti, che saranno capaci di analizzare la composizione delle atmosfere al di fuori del nostro sistema solare, potrebbero un giorno cercare, proprio attorno a Gliese 251, le cosiddette "firme biologiche", ovvero quei gas, come l'ossigeno o il metano, la cui presenza potrebbe essere indice di processi biologici in atto.




