Pogacar ipoteca il Tour sul Tourmalet: distacco record a Vingegaard e maglia gialla
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Redazione Sport
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La prima vera giornata di montagna del Tour de France 2026 ha già lasciato un segno pesantissimo sulla classifica generale. Nella sesta tappa, sui Pirenei, Tadej Pogacar ha piazzato uno di quei colpi che cambiano il senso di una corsa: attacco sul Tourmalet, rivali staccati e maglia gialla sulle spalle. Una dimostrazione di forza brutale, arrivata quando il Tour sembrava appena entrare nel vivo e che invece rischia già di indirizzare la strada verso Parigi.
L'attacco sul Tourmalet e il nuovo record
Il colpo di scena è arrivato a circa cinque chilometri dalla vetta del Col du Tourmalet, la salita simbolo dei Pirenei che con i suoi 17,2 chilometri al 7,4% di pendenza media rappresenta il primo vero banco di prova della corsa. Quando la UAE Team Emirates-XRG ha alzato il ritmo, Pogacar è partito senza esitazione, lasciando sul posto il rivale Jonas Vingegaard e gli altri pretendenti al podio. Il distacco finale di 2 minuti e 38 secondi sul danese parla chiaro: una prestazione da fuoriclasse, che lo proietta in testa alla generale con 2 minuti e 42 secondi di vantaggio.
Il tempo di ascesa del versante di Sainte-Marie-de-Campan, 43 minuti e 2 secondi, ha polverizzato il record precedente. Per avere un'idea dello sforzo, gli analisti stimano una potenza media tra i 420 e i 440 watt per l'intera salita, equivalenti a circa 6,4-6,7 watt per chilogrammo.
La giornata perfetta di Pogacar e la delusione di Vingegaard
A fine tappa, Pogacar non ha nascosto l'emozione. "Questa vittoria è sicuramente tra le mie cinque più memorabili al Tour de France", ha dichiarato lo sloveno. "Mi sono svegliato alle sette del mattino e la mia testa era già in fermento, ero davvero carico per questa giornata". Il suo piano, come raccontato dal compagno Tim Wellens, era semplice: "spacchiamo tutto". Missione compiuta, con una squadra che ha lavorato alla perfezione per metterlo nelle condizioni di esprimere al massimo il suo potenziale.
Dall'altra parte, Jonas Vingegaard, che sognava di giocarsi il successo finale, ha dovuto fare i conti con la realtà. "È stata una giornata durissima, non quella che speravo", ha ammesso il danese, che ha perso terreno prezioso. "Ma continuo a credere in me stesso e in ciò che posso fare".
Classifica generale e prossimi scenari
Con questa vittoria, Pogacar ha riconquistato la maglia gialla che era stata di Torstein Traeen, sfortunato protagonista di una caduta nella giornata di ieri. Il norvegese, che aveva accumulato un vantaggio di oltre sette minuti, ha visto sfumare il sogno di portare il simbolo del primato fino alla seconda settimana. La classifica generale ora vede Pogacar saldamente al comando, con Vingegaard secondo a 2'42" e un altro corridore della UAE, Isaac del Toro, terzo a 3'27". Remco Evenepoel e Paul Seixas, staccati di quasi tre minuti, completano la top five.
La sensazione, dopo la prima tappa pirenaica, è che Pogacar abbia già messo una seria ipoteca sulla vittoria finale. La sua azione solitaria, partita a oltre 40 chilometri dal traguardo, è stata una vera e propria dichiarazione di intenti. Sebbene manchino ancora due settimane di corsa, il messaggio lanciato sul Tourmalet è inequivocabile: il campione del mondo non ha intenzione di lasciare spazio alla sorpresa e la strada verso Parigi sembra già tracciata.




