Cosa c’entrano il Vaticano e Lapo Elkann: la trama inaspettata tra Ior e Italia Independent
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Redazione Esteri
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Mentre il mondo cattolico si prepara a rendere omaggio a papa Francesco, riflettendo sul suo lascito spirituale e istituzionale, un aspetto meno discusso – ma non per questo meno significativo – del suo pontificato riguarda la riforma delle finanze vaticane. Un percorso che, tra scandali e inchieste, ha coinvolto persino nomi insospettabili come quello di Lapo Elkann, rampollo della famiglia Agnelli.
La svolta avviata da Bergoglio nel 2013, quando ereditò un sistema opaco e farraginoso, ha portato alla luce connessioni inattese. Tra queste, spicca il ruolo dello Ior, l’istituto per le opere di religione fondato da Pio XII, che negli anni si è trovato al centro di vicende poco trasparenti. Se il caso Becciu ha dominato le cronache, meno nota è la trama che legò la “banca del Papa” a Italia Independent, il brand di occhiali fondato da Elkann. Un intreccio in cui interessi privati e dinamiche vaticane si sono sovrapposti, sollevando interrogativi sulla reale portata delle riforme volute da Francesco.
Quella del pontefice argentino è stata una rivoluzione silenziosa ma radicale, che ha scardinato logiche consolidate. “Ha ripreso il cammino interrotto dal Vaticano II”, osserva il vaticanista Raniero La Valle, sottolineando come Bergoglio abbia riportato la Chiesa alle sue radici, incluso il dovere di moralizzare l’economia. Eppure, nonostante gli sforzi, le ombre del passato continuano a perseguitare la Santa Sede.
L’episodio che coinvolse Elkann – il cui nome emerse in indagini su presunti flussi finanziari anomali – è solo un tassello di un mosaico più ampio. Senza scivolare in speculazioni, resta il fatto che la riforma delle finanze vaticane, pur avanzata, ha dovuto fare i conti con resistenze interne e legami ingombranti. Quello tra lo Ior e il mondo degli affari, come dimostrano i documenti emersi dalle inchieste, è un capitolo ancora non del tutto chiuso.




