L’erosione costiera in Puglia, ora la palla passa alle Province per decidere le priorità
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Redazione Interno
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Il processo avviato dalla Regione Puglia per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera, un problema che si è fatto drammaticamente concreto con i recenti crolli avvenuti a Melendugno e a Bari, entra adesso nel vivo della sua fase operativa. Dopo l’annuncio del presidente Antonio Decaro, che venerdì scorso ha riunito i presidenti degli enti di area vasta per comunicare lo stanziamento di 26 milioni di euro provenienti dai fondi Por, la macchina amministrativa si sposta ora sul territorio. Saranno infatti le Province, in virtù del loro ruolo di enti intermedi, a guidare la prima raccolta di dati e necessità, confrontandosi direttamente con i sindaci dei comuni che più di altri convivono con l’urgenza di mettere in sicurezza le proprie coste. L’obiettivo dichiarato, e ribadito dallo stesso governatore, è quello di evitare la logica del bando pubblico, che trasformerebbe la tutela del litorale in una competizione tra territori, per abbracciare invece una strategia di coprogettazione che metta al primo posto la salvaguardia delle aree abitate e l’incolumità delle persone -2-5-9.
Un confronto a più livelli tra regioni ed enti locali
Il calendario degli appuntamenti, che scandirà le prossime ore e i prossimi giorni, vede al centro proprio questo lavoro di concertazione. In settimana, come preannunciato, i presidenti delle Province incontreranno gli amministratori locali dei territori più esposti al rischio, un’occasione questa per raccogliere le segnalazioni provenienti dai tecnici comunali e per verificare lo stato di avanzamento di eventuali progettazioni già esistenti, che potrebbero essere immediatamente cantierabili. Nel caso specifico del capoluogo regionale, a guidare il tavolo sarà il sindaco della Città metropolitana di Bari, Vito Leccese, chiamato a coordinare le istanze che arriveranno dai municipi dell’area. Un lavoro certosino, quello della mappatura delle criticità, che servirà a costruire una scala di priorità basata su elementi oggettivi e non su spinte emergenziali, sebbene l’emergenza, va detto, abbia fatto da detonatore per lo sblocco delle risorse.
La partita, però, non si esaurirà certo in questi primi confronti. Tutti gli attori coinvolti, infatti, sono attesi a un doppio appuntamento: prima tra la fine della settimana, precisamente venerdì, e poi entro la metà della prossima, torneranno a riunirsi negli uffici della Regione. Sarà quello il momento cruciale in cui si tireranno le fila del lavoro svolto, si confronteranno le diverse analisi pervenute e, soprattutto, si deciderà come procedere con la ripartizione concreta dei primi 26 milioni. Un metodo, questo, che ricalca le intenzioni espresse da Decaro a margine della prima riunione, quando aveva spiegato come l’idea fosse quella di concordare con le Province e con i Comuni gli interventi più urgenti, pianificando insieme gli interventi necessari -1.
L’esempio del Salento e la mobilitazione della provincia di Lecce
Mentre l’attenzione regionale si concentra sul metodo, il Salento, e in particolare la provincia di Lecce, si prepara a fare la propria parte con la massima sollecitudine. Il presidente della Provincia, Fabio Tarantino, ha convocato per domani, martedì 24 febbraio, un incontro nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini. Un vertice, questo, che si preannuncia particolarmente significativo non solo per la tempestività con cui viene organizzato – a pochi giorni dallo stanziamento regionale – ma anche per il contesto in cui matura. È in provincia di Lecce, infatti, che si è verificato l’evento forse più emblematico di questa nuova ondata di criticità: il cedimento della falesia di Sant’Andrea a Melendugno, un crollo che ha riacceso i riflettori sulla fragilità di un litorale tra i più belli e frequentati d’Italia. L’incontro voluto da Tarantino si pone l’obiettivo di mettere attorno a un tavolo tutte le parti coinvolte, per elaborare proposte operative e misure condivise che possano arginare il fenomeno, e lo fa guardando con realismo all’imminenza della stagione estiva, un termometro importante per l’economia turistica dell’intera area.
Non è un caso, del resto, che tra le prime ipotesi di ripartizione dei fondi regionali, filtrate negli stessi giorni in cui Decaro incontrava i presidenti, alla provincia di Lecce venga destinata una fetta consistente delle risorse: circa cinque milioni di euro. Una somma, questa, che dovrà servire a finanziare progetti mirati, verosimilmente quelli che i singoli comuni costieri hanno già pronto nel cassetto o che riusciranno a mettere a punto in tempi brevi, seguendo proprio la logica della programmazione negoziata voluta dalla Regione. L’obiettivo, come ha ribadito l’assessora all’Urbanistica e alle Politiche del mare, Marina Leuzzi, presente alla riunione con i presidenti delle Province, è quello di procedere con una strategia pensata in sinergia, che tenga conto della specificità geologica dei diversi tratti di costa – rocce compatte, falesie friabili, coste argillose – per adottare gli interventi più efficaci nel rallentare un fenomeno che, per stessa ammissione degli scienziati, è difficile da fermare del tutto -2-9.




