Spiagge spazzate via e arco che crolla, l’erosione costiera in Puglia accende lo scontro politico e giudiziario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvicinarsi della stagione balneare, con il primo lido che a Bari aprirà i battenti il 19 marzo, si scontra con un quadro preoccupante lungo le coste pugliesi. Nel Salento, in particolare, le recenti e violente mareggiate hanno letteralmente cancellato chilometri di sabbia, mettendo in ginocchio interi comparti turistici. Giuseppe Mancarella, presidente di un’associazione di categoria, ha lanciato l’allarme: alcune strutture sono andate completamente distrutte e si teme che molti gestori non riusciranno nemmeno ad aprire, con una conseguente riduzione di migliaia di posti ombrellone disponibili. Un fenomeno, quello dell’erosione, che non risparmia né le coste sabbiose né quelle rocciose, come dimostra il crollo, avvenuto il 14 febbraio, dell’iconico Arco degli Innamorati a Sant’Andrea di Melendugno, nel Leccese, un evento che ha impresso un’accelerazione simbolica e concreta al dibattito sulla fragilità del territorio.

Cabina di regia e polemiche sui fondi, dalla provincia di Lecce arrivano critiche per le esclusioni

A seguito del cedimento dell’arco naturale, la provincia di Lecce ha istituito una cabina di regia per programmare interventi e finanziamenti atti a contrastare il fenomeno. Tuttavia, la gestione dell’emergenza si intreccia con vicende controverse. All’interno di questo tavolo siede Vito Vergine, patron del noto stabilimento Maldive del Salento a Pescoluse, il quale è finito nel mirino delle accuse per aver deturpato, secondo quanto si apprende, la spiaggia in concessione per ampliare la propria offerta di ombrelloni, sbancando le dune. Una situazione che solleva interrogativi sulle pratiche di gestione e sulla reale tutela del litorale. Parallelamente, la Regione Puglia ha stanziato risorse significative: 26 milioni di euro destinati principalmente alla costa rocciosa, a cui si aggiungono ulteriori 16 milioni per primi interventi strutturali e 5 milioni per progetti di rinaturalizzazione. Ma la distribuzione di questi fondi ha acceso la miccia delle polemiche. I consiglieri regionali barlettani Marcello Lanotte e Ruggiero Passero hanno sollevato il caso in V commissione regionale Ambiente: per Barletta, nonostante i 26 milioni stanziati, i tempi di intervento sulla litoranea di Levante restano un rebus. Anche nel Salento, però, la situazione è tesa. I consiglieri Paolo Pagliaro e Dino Basile hanno protestato vivacemente, evidenziando come, nonostante la drammatica situazione della costa leccese, nessun comune della provincia di Lecce sia stato inizialmente ammesso ai finanziamenti da 16 milioni, definendo la scelta una “grave discriminazione” e chiedendo una revisione del bando.

La sfida della manutenzione e il caso del lido che ha sbancato le dune

La complessità del fenomeno richiede un approccio che superi la mera emergenza. In Prefettura a Bari, su richiesta della Regione e convocati dal prefetto Francesco Russo, si sono riuniti i prefetti pugliesi, il presidente della Regione Antonio Decaro, i presidenti delle Province, il direttore marittimo e i comandanti delle Capitanerie di porto. L’obiettivo dell’incontro era valutare una revisione tecnica delle linee guida per le attività di manutenzione stagionale delle spiagge, un tentativo di snellire la burocrazia per rendere più rapidi gli interventi. Una necessità, quest’ultima, che stride con episodi come quello che vede coinvolto Vito Vergine. La sua presenza nella cabina di regia provinciale, mentre è accusato di aver contribuito al degrado proprio per ragioni commerciali, getta un’ombra sulla capacità degli enti di coniugare la tutela ambientale con le esigenze delle imprese balneari. L’accusa mossa all’imprenditore, quella di aver deturpato la spiaggia per posizionare più ombrelloni, rappresenta il paradosso di un sistema in cui chi usufruisce della risorsa è talvolta il primo a comprometterla.

Il piano regionale tra burocrazia da abbattere e risorse da distribuire

Il presidente Decaro, nel corso delle varie riunioni, ha ribadito l’impegno della Regione a supportare i comuni costieri, non solo con risorse economiche ma anche con assistenza tecnica per la progettazione, attingendo a fondi statali come quelli della piattaforma ReNDiS. La strategia regionale punta a programmare interventi di lungo respiro, passando dalla logica dell’emergenza a quella della pianificazione. Tuttavia, il percorso è irto di ostacoli: le autorizzazioni paesaggistiche, i pareri dell’Autorità di bacino e delle soprintendenze rallentano spesso i cantieri, rendendo vana la disponibilità economica. La richiesta di un “tavolo unico” che coordini tutti i passaggi autorizzativi, avanzata dallo stesso Decaro, mira proprio a superare queste criticità. Nel frattempo, mentre si discute di linee guida e piani, i gestori dei lidi salentini fanno i conti con la sabbia che non c’è più e con un’estate che si preannuncia quanto mai incerta, tra polemiche politiche e indagini giudiziarie su chi, quelle spiagge, dovrebbe proteggerle e invece le consuma.

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