Frodi fiscali, 47 misure cautelari, sequestro beni per 520 milioni di euro
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Redazione Esteri
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Associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio aggravata dal metodo mafioso: è questa l'accusa di cui dovranno rispondere 47 persone individuate dagli investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura europea (Eppo). I provvedimenti restrittivi, emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, riguardano trentaquattro persone finite in carcere, nove agli arresti domiciliari e quattro sottoposte a misure interdittive per evasione dell'Iva intracomunitaria nel commercio di prodotti informatici e al riciclaggio dei relativi profitti.
Tra i protagonisti dell'inchiesta emerge il nome di Antonio Lo Manto, palermitano, noto per la sua amicizia con Lorenzo Tinnirello, killer di corso dei Mille, condannato all'ergastolo per un centinaio di omicidi e per le stragi di mafia del '92. Lo Manto, originario del rione Brancaccio, è considerato il promotore di una delle cellule della fabbrica di fatture false. La sua figura, legata ai camorristi del clan Nuvoletta, è centrale nella grande frode carosello scoperta dalla Procura europea.
Tra i destinatari della misura cautelare figura anche Giovanni Nuvoletta, figlio del defunto boss Ciro, ucciso nel 1984 dal clan dei Casalesi nella sua tenuta di Marano, nella zona di Vallesana. Giovanni, fratello di Lorenzo, altro rampollo della famiglia di Marano detenuto da qualche anno per estorsione, è accusato di aver riciclato enormi somme di denaro con cui finanziavano organizzazioni di stampo camorristico.
L'inchiesta, che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 520 milioni di euro, rappresenta un duro colpo per le organizzazioni criminali coinvolte.




