La Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. torna all’asta senza riserva

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un numero, il 28251, che per i collezionisti vale più di qualsiasi altra voce di libretto: è il VIN impresso sul telaio di questa Ferrari 308 GTS del 1979, quella vera, quella che ha aperto le danze del primo episodio di “Magnum P.I.”, la serie cult con Tom Selleck che ha segnato gli anni Ottanta. La casa d’aste Barrett-Jackson, come riportato nelle schede di vendita, la metterà nuovamente sotto il martello dal 16 al 18 aprile prossimi a Palm Beach, in Florida, per quella che, di fatto, rappresenta la terza occasione – dopo un passaggio a vuoto – di trovare una sistemazione definitiva per un pezzo di storia televisiva che non è certo una replica o una controfigura utilizzata nelle ultime stagioni.

Un pedigree certificato dal primo ciak

A differenza di altri esemplari genericamente impiegati durante i sette anni della serie, questa vettura – lo certifica la documentazione allegata, comprese le lettere di esperti come Marcel Massini – è una dei soli tre modelli con alimentazione a carburatori del 1979 utilizzati durante le riprese dell’episodio pilota, intitolato “Don't eat the snow in Hawaii” (da noi tradotto come “La neve delle Hawaii”), e per l’intera prima stagione. La produzione, in totale, ne impiegò circa quindici, ma nessuna ha la patina storica di questa: uscita dalla fabbrica in Giallo Fly, fu ridipinta nel classico Rosso Corsa per esigenze di scena, e la Ferrari certificò personalmente quella modifica applicando una targa specifica sullo stipite della portiera. Per girare, l’attore – alto quasi un metro e novanta – costrinse i meccanici a modificare i sedili per guadagnare spazio per le gambe, un dettaglio di funzionalità che racconta molto della concretezza con cui venivano realizzate le produzioni dell’epoca.

Lo stato di conservazione e la meccanica originale

Sotto la carrozzeria, il cuore pulsante è il V8 centrale da 2.9 litri, capace di erogare circa 230 cavalli grazie a quattro carburatori Weber, abbinato a un cambio manuale a cinque marce che la rende, ancora oggi, una delle sportive più autentiche del Cavallino. Il tettuccio rigido removibile, i cerchi Cromodora da 15 pollici e quell’estetica affilata disegnata da Pininfarina la trasformarono in un simbolo di stile. Ma c’è un aspetto che rende questo esemplare affascinante proprio per i puristi: non cerca di nascondere il tempo passato. Il contachilometri segna poco più di 93.000 miglia, l’equivalente di circa 150.000 chilometri. La plancia presenta qualche piccolo segno, è stato montato un autoradio dopo l’epoca (un Dual CD) e il pomello del cambio in alluminio non è quello originale. Tuttavia, gli interni in pelle Crema sono stati riportati alla loro veste originale, cancellando la temporanea sostituzione in nero avvenuta dopo la fine delle riprese. Non si tratta di un’auto da museo, ma di una “vissuta”, e proprio questa sincerità meccanica ed estetica ne costituisce il valore aggiunto.

Un test per il mercato del collezionismo

La storia recente di questo lotto racconta un mercato in bilico tra nostalgia e investimento. Lo scorso anno, passando attraverso una piattaforma online, l’auto fu venduta per 115.000 dollari. Poche settimane fa, in un’asta della GAA Classic Cars, il prezzo si è fermato a 120.000 dollari senza raggiungere la riserva. Stavolta, però, le regole del gioco cambiano radicalmente: Barrett-Jackson la proporrà senza prezzo di riserva. Una mossa che potrebbe innescare un’escalation di rilanci tra i collezionisti presenti a Palm Beach, pronti ad accaparrarsi non solo una Ferrari d’epoca, ma l’auto che ha reso celebre l’investigatore più famoso della tv americana. Thomas Sullivan Magnum IV, decorato in Vietnam, sfrecciava su queste strade (immaginarie hawaiiane, nella finzione) affrontando casi di omicidio e rapina. Oggi, quella stessa carrozzeria in acciaio – prodotta inizialmente in vetroresina dalla Carrozzeria Scaglietti e poi rinforzata – diventa il termometro di una febbre collezionistica che non accenna a placarsi, nemmeno di fronte a un’economia che cambia volto e a un Presidente degli Stati Uniti, Trump, tornato alla Casa Bianca.

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