Milano, le confidenze di Chamila e le domande sul caso De Maria: il pm interroga il carcere di Bollate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Emanuele De Maria mi chiede soldi. Ho paura che mi uccida». Queste le parole che Chamila Wijesuriya, la barista italosrilankese di 50 anni uccisa il 9 maggio scorso, avrebbe confidato a una collega dell’Hotel Berna di Milano, dove lavorava insieme al suo assassino. Un dettaglio che emerge dalle indagini della Procura, mentre il pm Francesco De Tommasi ha chiesto spiegazioni formali al direttore del carcere di Bollate, al responsabile dell’equipe trattamentale e a una psicologa per la visita che i tre hanno effettuato in albergo il 12 maggio, senza avvisare gli inquirenti. Un incontro con la direzione e il personale avvenuto all’indomani del suicidio di De Maria, che si era gettato dalle terrazze del Duomo dopo aver evaso dal lavoro esterno e aver compiuto il duplice omicidio.

L’albergo, situato in via Napo Torriani, era il luogo in cui De Maria – condannato a 14 anni e 3 mesi nel 2018 per il femminicidio di una giovane tunisina nel 2016 – svolgeva attività lavorativa grazie a un permesso. Ed è lì che venerdì 9 maggio ha ucciso Chamila, con cui aveva intrecciato una relazione, e accoltellato gravemente il collega egiziano Hani Fouad Abdelghaffar Nasra, 51enne, prima di fuggire. Quest’ultimo, ricoverato in condizioni critiche al Niguarda, è stato dimesso ieri dopo l’intervento chirurgico e il periodo in terapia intensiva, ed è stato ascoltato dagli investigatori.

Dalle testimonianze raccolte, tra cui quelle dei colleghi, emerge che Chamila aveva espresso più volte timori per il comportamento di De Maria, descritto però come «detenuto modello» nel percorso trattamentale. Le richieste di denaro e gli scatti d’ira del 35enne, tuttavia, non erano sfociati in segnalazioni formali, un aspetto su cui la Procura sta indagando per verificare eventuali negligenze. Intanto, resta da chiarire perché i funzionari del carcere abbiano scelto di recarsi in albergo senza consultare la magistratura, in un momento così delicato per le indagini.

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