Bce e Boe, il mercato sconta quattro rialzi dei tassi entro il 2027

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   I mercati finanziari europei si preparano a una fase di politica monetaria più restrittiva, sia da parte della Banca centrale europea sia della Bank of England. Le aspettative degli operatori indicano ora fino a quattro ulteriori rialzi dei tassi d'interesse entro il 2027, con una stretta da 25 punti base attesa già per la riunione odierna del Consiglio direttivo della Bce.

Le attese sulla riunione di settembre

Secondo il consenso degli economisti, l'istituto di Francoforte dovrebbe portare il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65% e i prestiti marginali al 2,90%. La decisione viene letta come di natura precauzionale, per tutelare la credibilità della banca centrale contro gli effetti di secondo ordine legati all'energia. A sostenere la mossa è la risalita dell'inflazione complessiva dell'Eurozona al 3,3% ad agosto, il livello più alto degli ultimi tre anni e ben superiore all'obiettivo di medio periodo, fissato a un valore prossimo ma inferiore al 2%.

Il dato core, però, ha registrato una flessione al 2,4%, con la componente dei servizi scesa dal 3,3% al 3,0%.

Lo scontro tra mercati e case d'investimento

Sulla traiettoria successiva all'intervento di settembre si registra una spaccatura tra la visione degli operatori e quella delle principali case d'investimento. Le quotazioni dei contratti swap prezzano circa 90 punti base di stretta complessiva entro dicembre 2027, con il tasso sui depositi atteso al 2,73% entro fine anno e a un picco del 3,05% entro settembre 2027.

Diversi asset manager, tra cui Vontobel e PIMCO, prevedono invece una pausa prolungata: un livello del 2,50% si colloca sul limite superiore dell'intervallo neutrale, stimato tra l'1,75% e il 2,50%, rendendo non necessari ulteriori inasprimenti in assenza di uno shock salariale. Anche MFS Investment Management fatica a giustificare le aspettative di mercato relative a tre ulteriori aumenti, mentre da ING si sottolinea che un nuovo rialzo oltre settembre rischierebbe di danneggiare la ripresa economica dell'area euro.

Energia e geopolitica dietro le scommesse

Alla base delle scommesse degli operatori ci sono fattori di tensione molteplici: le temperature estive insolitamente elevate, i conflitti in corso in Medio Oriente e in Ucraina e il perdurante scontro sui dazi commerciali. Il Brent ha superato quota 100 dollari al barile per la prima volta dal 24 luglio, spinto dal deterioramento della situazione mediorientale e dagli attacchi tra Stati Uniti e Iran.

I flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi per il trasporto del greggio, sono scesi sotto i 2 milioni di barili al giorno, contro gli 8-9 milioni registrati prima della nuova escalation. Sul fronte del gas, il Ttf di Amsterdam si mantiene sopra quota 78 euro per megawattora, sui massimi degli ultimi tre anni, con i contratti future in rialzo del 3,3%.

Rendimenti ai massimi e aste del Tesoro

Sui mercati obbligazionari i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno toccato nuovi massimi pluriennali. Il rendimento del Bund tedesco a due anni, indicatore delle aspettative degli investitori sul livello a cui i tassi potrebbero stabilizzarsi nel tempo, ha seguito molto da vicino l'andamento dei prezzi del petrolio e del gas naturale. Il BTp italiano a dieci anni è tornato al 4,21%, un livello che non si vedeva da novembre 2023, mentre lo spread con il Bund resta fermo a 82 punti base.

Nella giornata odierna sono state presentate le offerte per la prima asta di settembre, che include due Bot, uno a un anno in scadenza il 14 settembre 2027 e uno a quattro mesi. Domani andranno all'asta tre Btp a medio e lungo termine, per un totale complessivo di 16,75 miliardi di euro.

La posizione della Bank of England

Le aspettative di quattro rialzi non riguardano solo la Bce. La Bank of England, secondo un sondaggio Reuters tra 65 economisti, manterrà il Bank Rate al 3,75% per il resto dell'anno e almeno fino a metà 2027, con tre membri del Comitato di politica monetaria che hanno votato per un aumento già nella riunione di luglio. I mercati finanziari prezzano invece tre rialzi fino a metà 2027, a partire da novembre.

L'inflazione britannica è stata riportata al 2,9% e Goldman Sachs stima un picco al 3,3% a novembre, senza però segnali convincenti di trasmissione dello shock energetico al resto dell'economia. UBS prevede che il Comitato mantenga i tassi fermi per il resto del 2026, seguito da due tagli nel 2027, pur segnalando un rischio crescente di un rialzo preventivo se i prezzi dell'energia restassero elevati.

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