Tragedia a Perth: genitori uccidono i figli autistici e si suicidano
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Redazione Esteri
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Una delle più sconvolgenti tragedie familiari degli ultimi tempi ha segnato profondamente la costa occidentale australiana, dove un intero nucleo, comprendente anche gli animali domestici, è stato cancellato in un gesto di disperazione. Nella loro casa a Mosman Park, un sobborgo residenziale di Perth, Jarrod Clune e Maiwenna Goasdoue hanno prima posto fine alla vita dei due figli adolescenti, Leon e Otis, per poi suicidarsi dopo avere soppresso i due cani e il gatto che condividevano con loro l’abitazione. I ragazzi, di 16 e 14 anni, erano affetti da una forma grave di disturbo dello spettro autistico, condizione che, stando alle prime ricostruzioni, alimentava nel padre e nella madre un angoscioso timore per il futuro dei figli, convinti che questi non avrebbero potuto sopravvivere senza il loro supporto.
Il drammatico avviso e la scoperta
La macabra scoperta, avvenuta nella scorsa settimana, è stata preceduta da un inquietante segnale lasciato dai due genitori, i quali avevano apposto sulla porta d’ingresso un cartello con l’avviso “Non entrare” e l’esplicita indicazione di contattare immediatamente le autorità. A seguire quella drammatica istruzione è stata un’assistente sociale, allarmata dall’impossibilità di mettersi in contatto con la famiglia e recatasi personalmente all’indirizzo, la quale, intorno alle 8:15 di mattina, si è trovata davanti al messaggio e ha dato l’allarme. Gli agenti, entrati nella proprietà, hanno rinvenuto i quattro corpi senza vita, innescando un’indagine che, per sua natura, si concentra ora sulle motivazioni e sul contesto di un gesto così estremo.
Il peso dell’isolamento e la mancanza di supporto
Sebbene le indagini siano ancora in corso e le autorità si astengano da commenti definitivi, emergono con forza dai racconti di conoscenti e dalle prime dichiarazioni le voci di una famiglia percepita come isolata e sotto un'enorme pressione. La gravità dell’autismo dei due ragazzi, condizione che richiedeva cure e attenzioni costanti, sembra aver creato un carico sempre più difficile da sostenere per Jarrod e Maiwenna, i quali, a quanto si apprende, nutrivano un profondo senso di ansia per ciò che sarebbe potuto accadere ai figli dopo la loro eventuale scomparsa. Questo sentimento, unito a una percezione di abbandono da parte delle istituzioni e dei servizi di supporto, avrebbe contribuito a creare un vortice di disperazione, portandoli a concepire l’atto come l’unica soluzione possibile, sebbene atroce, per evitare ai figli un futuro che ritenevano insopportabile.
Le reazioni e il silenzio di una tragedia annunciata




