Milano chiude in rialzo con Tim e le banche, tonfo di Diasorin in una seduta che prova a ignorare i timori sull’intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Una chiusura positiva, seppur cauta, per le principali piazze finanziarie europee in una giornata, quella del 17 febbraio, caratterizzata dalla necessità di andare oltre i timori legati all’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business tradizionali. Milano ha guidato i rialzi con un progresso dello 0,76 per cento, spinta in particolare dai titoli telefonici e dal comparto bancario, in una seduta che ha cercato di prendere le distanze dall’andamento incerto di Wall Street. Oltreoceano, infatti, il Nasdaq si manteneva sotto la parità, risentendo ancora di quelle preoccupazioni – il cosiddetto «AI scare trade» – che da settimane agitano gli investitori circa le possibili ricadute della nuova tecnologia su interi settori industriali, dall’automazione dei servizi alla gestione dei dati, generando un clima di diffidenza che periodicamente si riaccende. L’attenzione dei mercati resta dunque concentrata sulla riapertura delle contrattazioni negli Stati Uniti, dopo la pausa per la festività del Presidents' Day, nella speranza di ottenere indicazioni più chiare su come l’ondata tecnologica possa effettivamente ridisegnare il panorama competitivo globale -5.
Il traino del credito e il recupero di Tim trascinano Piazza Affari
Nel dettaglio del listino milanese, la spinta principale è arrivata dal comparto bancario, con istituti come Mediobanca e Mps che hanno messo a segno performance significative, sostenute rispettivamente da un +2,3% e da un +2,1%, mentre Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno viaggiato su ritmi sostenuti, in un contesto di rinnovata fiducia sul fronte dei tassi e della redditività futura -3. Anche Tim ha brillato, registrando un rialzo del 3,1%, in una giornata che ha premiato i recuperi e le attese di possibili sviluppi strategici. Sul versante opposto, l’elemento di maggior spicco è stato il tonfo di Diasorin, che ha ceduto ben il 6,7%, pagando probabilmente lo scotto di un posizionamento difensivo o di valutazioni considerate poco allineate alle nuove dinamiche del mercato, in un contesto dove la rotazione settoriale è particolarmente violenta. Fuori dal paniere principale, da registrare il crollo di Bff Bank, che ha perso l’11,8% dopo le notizie relative a un'indagine della Procura di Milano per presunte irregolarità nei bilanci, un caso che riaccende i riflettori sulla trasparenza contabile di alcune realtà finanziarie -3-6.
Il petrolio e il gas cedono terreno mentre l’Europa cerca una propria direzione
Parallelamente all’andamento dei titoli azionari, si è osservato un calo generalizzato delle quotazioni di petrolio e gas, un segnale che gli investitori interpretano come una possibile frenata della domanda o, in alternativa, come una presa di beneficio dopo i recenti rincari legati alle tensioni geopolitiche. Le Borse del Vecchio Continente, nel loro complesso, hanno dunque cercato di costruire un percorso autonomo, tentando di smarcarsi dall’ombra lunga di Wall Street e dalle fibrillazioni asiatiche, dove le contrattazioni sono state rallentate dalle festività per il Capodanno lunare. Parigi ha chiuso in rialzo dello 0,54% e Francoforte dello 0,8%, dimostrando una certa resilienza nonostante il quadro macroeconomico resti complesso e ricco di incognite, legate non solo all’innovazione tecnologica ma anche alle prossime mosse delle banche centrali e all'evoluzione dei conflitti in corso -2-8.
L’incertezza tecnologica frena gli acquisti in attesa dei listini USA
L’elemento che ha caratterizzato l’intera seduta è stata la prudenza di fondo, una cautela che ha impedito ai listini di spiccare il volo nonostante i segnali positivi. Le preoccupazioni sull’intelligenza artificiale, lungi dall’essere fugate, continuano a rappresentare un freno per gli acquisti più decisi, in particolare sui titoli legati alla tecnologia e ai servizi che potrebbero essere automatizzati. In assenza della bussola di Wall Street, chiusa nella seduta precedente, e con i volumi di scambio ridotti, gli operatori hanno faticato a trovare spunti operativi convincenti, limitandosi a movimenti tattici su singoli valori come Tim e le banche a Milano, o su alcune utilities in luce come Erg, che ha guadagnato terreno sulla base di indiscrezioni circa una possibile ricerca di un partner industriale. Rimane quindi alta l’attesa per la riapertura dei mercati americani, che potrebbero dettare il ritmo per i prossimi giorni e chiarire se il sell-off sui titoli legati all’AI sia destinato a proseguire o a trasformarsi in un’opportunità di acquisto per gli investitori più coraggiosi -5-6.




