La Georgia tra proteste e sogni europei
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Redazione Esteri
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La Georgia è attualmente al centro di un fermento politico che ha attirato l'attenzione degli osservatori internazionali. Il potente oligarca Bidzina Ivanishvili, fondatore del partito al governo, Sogno Georgiano, ha annunciato il suo ritorno nell'arena politica, affermando di essere costretto a riprendere in mano le redini del Paese.
Proteste e diritti negati
Nelle ultime tre settimane, le autorità georgiane non hanno rispettato il diritto di protesta pacifica. Hanno usato forza eccessiva contro i manifestanti pacifici e non hanno impedito atti di violenza da parte di soggetti non identificati.
La legge sulla trasparenza dell'influenza straniera
Le proteste sono state scatenate dalla legge "sulla trasparenza dell'influenza straniera", che ha già ricevuto due voti favorevoli su tre. Amnesty International continua a chiedere il ritiro di questa legge.
Il governo guarda a Mosca, la gente sogna l'Europa
Mentre il Parlamento discute la legge filo-russa sugli "agenti stranieri", in Georgia i leader governativi tuonano contro "il partito della guerra dell’Occidente collettivo" e le proteste di piazza si moltiplicano. L'ex ambasciatrice di Tbilisi a Bruxelles, Natalie Sebanadze, ha descritto la situazione come "pre-rivoluzionaria", sottolineando che in gioco c'è la libertà e il sogno di entrare nell’Unione Europea.




