Un commando assalta lo stabilimento Prada di Dolo e ruba scarpe per quattrocentomila euro
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Redazione Interno
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Un’operazione degna di un colpo in piena regola, se non fosse per l’oggetto del bottino che, per quanto di lusso, resta pur sempre calzature: centinaia di paia di scarpe griffate Prada, per un valore che si aggirerebbe intorno ai quattrocentomila euro, sono state trafugate nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo dallo stabilimento che il marchio ha a Dolo, nel Veneziano. Il furto, messo a segno da un commando composto da un numero di persone ancora non definito con precisione – le prime stime parlano di un gruppo che potrebbe andare dalle sei alle otto unità – è avvenuto intorno alle tre e mezza, quattro del mattino, quando l’area industriale era ovviamente deserta e la vigilanza, probabilmente, era stata già messa nel conto come un ostacolo da neutralizzare.
La dinamica, ricostruita in queste ore dai carabinieri, rivela una preparazione minuziosa e una esecuzione militare. I malviventi, dopo aver isolato l’intero perimetro dello stabilimento situato in via dell’Industria, hanno letteralmente fatto da ariete con un furgone, molto probabilmente rubato a sua volta, per sfondare l’ingresso principale e guadagnare l’accesso ai magazzini. Ma l’aspetto più singolare del blitz, quello che ha di fatto consentito alla banda di agire con relativa calma e di assicurarsi la fuga, è stata la creazione di una vera e propria barricata: auto e furgoni, nella quasi totalità risultati anch’essi rubati nelle ore o nei giorni precedenti, sono stati parcheggiati in modo strategico per ostruire tutte le vie d’accesso alla fabbrica, trasformando la viabilità circostante in una trappola per chiunque volesse intervenire.
Quando i carabinieri, allertati probabilmente da qualche sistema d’allarme o da una segnalazione, sono riusciti a raggiungere la zona, si sono trovati davanti a un percorso a ostacoli insormontabile per i loro mezzi. Gli uomini dell’Arma, come riferiscono fonti investigative, sono stati costretti a proseguire a piedi nell’ultimo tratto, un ritardo prezioso che ha permesso alla banda di completare il carico della refurtiva – centinaia di scarpe, verosimilmente modelli di pregio e di prossima commercializzazione – e di darsi alla fuga a bordo degli stessi veicoli utilizzati per il blocco, disperdendosi probabilmente in più direzioni per depistare le ricerche.




