Regno Unito, il terremoto delle urne spazza via i laburisti e consegna a Farage la prima roccaforte

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Si era capito, già dalle lunghe code davanti ai seggi nella fredda serata di giovedì, che quelle amministrative non sarebbero state una semplice formalità amministrativa. Il verdetto, che emerge ora dagli scrutini dei primi 136 comuni inglesi e dalle nazioni devolute di Scozia e Galles, consegna una fotografia impietosa della Gran Bretagna post-Brexit: il partito laburista di Keir Starmer, che solo un anno fa aveva travolto i conservatori, si sgretola sotto la pressione di una protesta trasversale, mentre l’onda populista di Nigel Farage irrompe nelle istituzioni con una forza paragonabile a un terremoto politico. Con oltre 5.000 seggi locali in palio e milioni di cittadini chiamati alle urne, il voto rappresenta infatti il primo grande test nazionale per un governo già apparso in crisi di consensi solo pochi mesi dopo la sua schiacciante vittoria.

I numeri della débâcle e l’effetto Farage

L’avanzata di Reform UK, la creatura politica di Farage incentrata su una linea durissima contro l’immigrazione e il “politicamente corretto”, sta ridisegnando la geografia elettorale inglese. I risultati arrivati nella notte, seppure parziali, disegnano una débâcle senza precedenti per la sinistra tradizionale: a Halton, il partito di Farage ha spazzato via i laburisti conquistando 16 dei 19 seggi disponibili, un vero e proprio “bagno di sangue” che ha travolto persino il sindaco uscente e tre membri dell’esecutivo locale. Non va meglio nel resto del paese; nell’area di Hartlepool la conquista è stata totale, mentre in roccaforti storiche come Wigan e Tameside la tenuta laburista è letteralmente collassata. L’analisi dei flussi indica chiaramente che Farage non sta solo cannibalizzando il voto conservatore, ma sta perforando il cosiddetto “muro rosso” operaio, intercettando quella rabbia sociale che i partiti tradizionali non sono più in grado di gestire.

Il crollo del bipolarismo e l’assedio a Londra

Non si tratta, tuttavia, di un semplice spostamento di voti dall’una all’altra sponda politica. Ciò che emerge dai dati raccolti nella capitale e nelle aree urbane è la frammentazione definitiva del vecchio sistema Westminster. Se Reform avanza a destra, i Verdi – guidati da Zack Polanski – stanno erodendo consensi preziosi a sinistra, capitalizzando il malcontento dei giovani elettori e dei delusi dalla piega liberista impressa da Starmer al partito. I Liberal Democratici, dal canto loro, rosicchiano seggi nei sobborghi benestanti. Questa pressione convergente ha messo in crisi il bipartitismo: Labour e Conservatori sono letteralmente stretti in una morsa, con i Tories di Kemi Badenoch che non riescono a beneficiare della caduta del governo, segnando a loro volta perdite significative e perdendo il controllo di consigli storici come Westminster, riconquistato solo in parte dopo una battaglia serrata.

Il conto salato per Starmer e le prime reazioni interne

Per Keir Starmer, arrivato al numero 10 di Downing Street con la promessa della stabilità dopo il caos Tory, le lancette sembrano essere tornate indietro in modo brutale. Il primo ministro, già indebolito da scandali di palazzo legati alle rivelazioni sui legami del suo ex ambasciatore con il caso Epstein, si trova ora a dover gestire una vera e propria rivolta nelle retrovie. I parlamentari laburisti delle aree più colpite non nascondono il panico: c’è chi parla apertamente di un “momento devastante” e chi, come il capogruppo a Hull, ha chiesto formalmente un cambio immediato alla guida del partito. Sebbene la macchina del partito tenti di minimizzare, paragonando il risultato ad altri momenti difficili del passato, la perdita di otto consigli locali in soli quaranta comuni scrutinati è un segnale inequivocabile. La maggioranza assoluta di cui godevano molti consigli è evaporata, lasciando Londra e le periferie in una condizione di stallo politico che rende ingovernabile buona parte del paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.