Delfin, sì dei soci al riassetto: Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5% ma Milleri resta al timone
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Redazione Economia
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L’assemblea dei soci di Delfin, la cassaforte che custodisce gli interessi della famiglia Del Vecchio, ha detto sì a una riorganizzazione che – almeno sulla carta – modifica gli equilibri interni senza però scalfire il perimetro del potere esecutivo. Leonardo Maria Del Vecchio, che già in passato aveva manifestato la volontà di rafforzare la propria posizione all’interno della holding, acquisirà le quote dei fratelli Paola e Luca per una cifra vicina ai 10 miliardi di euro, portando la propria partecipazione al 37,5%. Un passo significativo, se si considera che in questo modo l’erede diventa il primo azionista della compagine, ma non raggiunge quella maggioranza assoluta che gli consentirebbe di imporre scelte unilaterali.
La governance non cambia: l’unanimità e il ruolo di Francesco Milleri
Nonostante l’ingente operazione finanziaria, chi si aspetterebbe una rivoluzione nella gestione quotidiana della holding rimarrà deluso. La regola che impone l’unanimità per ogni decisione strategica rimane intatta, e ciò significa che Francesco Milleri – attuale presidente di Delfin nonché presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica – conserva di fatto una libertà d’azione pressoché totale. Milleri, del resto, ha commentato la decisione con una certa sobrietà: «Semplificare è sempre una cosa buona. Questo ce l’ha insegnato Leonardo (Del Vecchio, ndr)». Una dichiarazione che, pur arrivando a margine di un’assemblea del gruppo italo-francese, lascia intendere come il riassetto venga letto più come un’operazione di chiarezza proprietaria che come un tentativo di scalata al potere decisionale.
Le regole sui dividendi e la nuova fase tra gli eredi
La partita sull’eredità Del Vecchio, dopo mesi di silenzi, inchieste legali e trattative nascoste, entra così in una fase che potremmo definire decisiva. I segnali di frizione tra i soci non mancavano, e l’accordo raggiunto rappresenta una valvola di sfogo necessaria per evitare ulteriori paralisi. Oltre al passaggio delle quote, l’assemblea ha approvato anche una revisione delle norme sulla distribuzione degli utili: Delfin potrà ora destinare ai soci fino all’80% dei profitti, una percentuale elevata che ridisegna le aspettative di ciascuno degli eredi. Un miliardo di euro, se lo guardiamo dalla prospettiva delle casse della holding, potrebbe fluire diversamente rispetto al passato.
Il nodo fiscale e la residenza greca di Paola Del Vecchio
Quanto incasserà il fisco italiano da questa maxi-operazione? Probabilmente molto meno di quanto si potrebbe immaginare, fermandosi ai pur notevoli 10 miliardi che Leonardo Maria Del Vecchio è pronto a sborsare. Il motivo – e qui il discorso si fa tecnico ma non per questo meno rilevante – risiede in un documento depositato dalla stessa Delfin in Lussemburgo nel giugno del 2025. In quelle carte emerge che Paola Del Vecchio, sorella di Leonardo Maria, risiede ufficialmente in Grecia, precisamente nella località di Costa Navarino, un luogo di villeggiatura frequentato da star internazionali come Angelina Jolie e Cristiano Ronaldo. La sua residenza fiscale ellenica, con il regime agevolato che ne consegue, riduce drasticamente l’esposizione tributaria italiana sull’operazione. Una scelta, quella di trasferire la residenza, che solleva inevitabilmente interrogativi sulla reale portata del gettito per le casse dello Stato.




