Xbox, il reset di Asha Sharma: 3.200 esuberi e lo spin-off di cinque studi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Un'operazione senza precedenti, nella storia della divisione gaming di Microsoft, quella che la nuova amministratrice delegata Asha Sharma ha definito come il "reset" più significativo mai intrapreso. Dopo settimane di indiscrezioni, la riorganizzazione si è concretizzata con l'annuncio di un piano che prevede l'eliminazione di 3.200 posti di lavoro entro l'anno fiscale 2027, pari a circa un quinto dell'intera forza lavoro di Xbox.
La mossa, che rappresenta il primo grande atto della gestione Sharma dopo la sua nomina a febbraio, mira a risanare un business descritto come "non sano" e a porre le basi per un ritorno alla crescita già a partire dal 2027.
L'azzeramento dei costi e il contesto Microsoft
La decisione di ridimensionare Xbox si inserisce in un più ampio piano di tagli che coinvolge l'intero colosso di Redmond, il quale ha annunciato complessivamente 4.800 esuberi, pari al 2,1% della sua forza lavoro globale, una manovra che arriva dopo un'offerta di prepensionamento volontario a cui ha aderito oltre un terzo degli aventi diritto.
A giustificare questa stretta, in una nota interna ai dipendenti riportata da Cnbc e altre testate, è stata Amy Coleman, responsabile delle risorse umane di Microsoft, sottolineando come "il modo in cui la tecnologia viene creata, implementata e utilizzata si stia trasformando più velocemente che in qualsiasi altro momento della mia permanenza qui" e che il momento richiede una profonda ristrutturazione anche in altre aree dell'azienda. Delle 1.
600 posizioni tagliate con effetto immediato all'interno di Xbox, si attendono ulteriori riduzioni nei prossimi mesi, in un'ottica di contenimento dei costi che ha già visto il titolo Microsoft perdere terreno a Wall Street, segnando un calo del 19% da inizio anno.
Lo scenario di un business in difficoltà
Le motivazioni alla base di questo drastico intervento sono state esposte dalla stessa Sharma in una comunicazione ai dipendenti, nella quale non ha usato mezzi termini per descrivere lo stato di salute della divisione: "Il nostro business oggi non è sano", ha scritto, aggiungendo che Xbox opera con margini da tre a dieci volte inferiori rispetto ad attività comparabili nel settore delle piattaforme e dell'editoria.
Nonostante gli ingenti investimenti, a partire dall'acquisizione da 69 miliardi di dollari di Activision Blizzard nel 2023, la divisione ha faticato a generare hit commerciali, ha visto un declino significativo delle vendite hardware e si è trovata ad affrontare un mercato sempre più turbolento, aggravato da quella che Sharma stessa ha definito come "la crisi hardware più grave nella storia del settore".
La scommessa su servizi come il Game Pass e su una strategia multipiattaforma, seppur abbia creato valore, non ha mantenuto i ritmi di crescita sperati, portando l'azienda ad aumentare la struttura pur in presenza di un indebolimento del core business.
Lo spin-off degli studi e la nuova strategia
Parallelamente ai tagli al personale, la riorganizzazione prevede un'importante ridefinizione del parco studi di sviluppo, con la cessione o lo spin-off di cinque realtà acquisite nell'ultimo decennio sotto la precedente gestione di Phil Spencer.
Compulsion Games (South of Midnight) e Double Fine Productions (Psychonauts) torneranno a essere indipendenti sotto la guida dei loro fondatori, mantenendo la piena proprietà della proprietà intellettuale, mentre Ninja Theory (Hellblade) e Undead Labs (State of Decay) sono state cedute a nuovi acquirenti non meglio specificati, che garantiranno il completamento dei progetti in corso.
Per Arkane Studios (Blade), lo studio con sede a Lione, è invece iniziato un periodo di consultazione con il comitato aziendale per valutare le opzioni strategiche future, un processo che si preannuncia più lungo a causa delle rigide leggi sul lavoro in Francia.
Nonostante questi drastici cambiamenti, Sharma ha assicurato che nessuno dei giochi o dei progetti first-party già annunciati pubblicamente verrà cancellato, confermando che la ristrutturazione mira a concentrare gli investimenti su franchise chiave come Minecraft e The Elder Scrolls, anche attraverso una riduzione dei livelli dirigenziali che passeranno dagli attuali 14 a un massimo di 5, con l'obiettivo di snellire i processi decisionali.
Un nuovo assetto per il futuro
La visione di Sharma per il futuro di Xbox passa quindi attraverso un'operazione di "reset" totale che, come dichiarato dalla stessa CEO, mira a rendere l'azienda più agile e focalizzata, nonostante l'inevitabile impatto umano di una decisione così radicale.
La creazione di una nuova figura di Chief Operating Officer, affidata a Helen Chiang, e la riorganizzazione della piattaforma con una riduzione dei livelli manageriali e delle spese per i fornitori, sono i pilastri di un piano che, nelle intenzioni, dovrebbe portare a un 2027 di rinnovata crescita per una delle divisioni più iconiche del gigante del software.
Le dimensioni dei tagli, che colpiranno in modo trasversale tutti i team, da Activision a Bethesda, da Blizzard a King e Mojang, rappresentano la più grande scossa mai vista nella storia di Xbox, un tentativo estremo di adattare una struttura cresciuta in modo forse troppo disordinato a un mercato dei videogiochi in rapida e profonda evoluzione.




