Xbox, il «reset» di Asha Sharma: la scommessa su Game Pass e multipiattaforma non ha pagato, 3.200 tagli e studi ceduti

Xbox, il «reset» di Asha Sharma: la scommessa su Game Pass e multipiattaforma non ha pagato, 3.200 tagli e studi ceduti
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La nuova amministratrice delegata di Xbox, Asha Sharma, ha definito lo stato di salute della divisione gaming di Microsoft con un aggettivo che non lascia spazio a interpretazioni: «non in buona salute». Le sue parole, contenute in un memo interno reso pubblico in concomitanza con l'annuncio di un imponente piano di ristrutturazione che prevede fino a 3.200 licenziamenti, segnano un netto cambio di rotta rispetto alla strategia degli ultimi anni, quella che aveva puntato tutto sull'abbonamento Xbox Game Pass e sulla pubblicazione multipiattaforma dei titoli first-party.

Il «reset» e il peso di una scommessa persa

Nel messaggio ai dipendenti, Sharma ha spiegato che il tentativo di far crescere il business attraverso il servizio in abbonamento, la pubblicazione su console concorrenti e un portafoglio di contenuti più ampio ha generato sì valore, ma non al ritmo previsto. Un'ammissione pesante, che arriva a distanza di anni dal lancio di un'offerta rivoluzionaria nel panorama videoludico, e che ora porta a quello che la stessa CEO definisce un vero e proprio «reset» del settore Xbox.

Per crescere, abbiamo scommesso su Game Pass, sulla pubblicazione multipiattaforma e su un portafoglio di contenuti più ampio. Sebbene queste iniziative abbiano generato valore significativo, non sono cresciute al ritmo che ci aspettavamo, ha scritto Sharma, aggiungendo che nel frattempo il core business si è indebolito mentre si aggiungevano più team e investimenti. L'attuale crisi hardware, definita da Sharma come la più grave della storia del settore, ha reso inevitabile una drastica inversione di tendenza.

Licenziamenti e cessione di studi: la ripartenza di Xbox

La nuova strategia si traduce in una riorganizzazione profonda che incide sugli asset e sulle risorse umane. Oltre ai tagli al personale, che secondo Bloomberg potrebbero riguardare circa il 20% dei dipendenti Xbox nel corso del prossimo anno, sono stati annunciati cambiamenti significativi nella struttura degli studi di sviluppo. Ninja Theory, il team dietro Hellblade, e Undead Labs, creatori di State of Decay, sono stati venduti a acquirenti non ancora rivelati.

Double Fine e Compulsion Games, invece, sono state cedute ai fondatori e torneranno a operare come realtà indipendenti, ricevendo finanziamenti per la loro attività e mantenendo la piena proprietà della loro proprietà intellettuale. Inoltre, è stato avviato un processo di consultazione con Arkane Studios per valutare potenziali opzioni strategiche, che potrebbero portare alla vendita o alla cessione dello studio.

Un agosto di cambiamenti per il catalogo Game Pass

In attesa che l'annuncio dei nuovi titoli in arrivo sul servizio venga diramato nella prossima settimana, è emerso l'elenco dei giochi che lasceranno il catalogo Game Pass a partire dal 15 luglio. Si tratta di otto titoli, tra cui spiccano nomi come PowerWash Simulator, Stellaris, EA Sports FC 24, Dungeons of Hinterberg e Shadow of the Tomb Raider, che saranno rimossi per far spazio ai nuovi ingressi di luglio. Una lista che includeva inizialmente anche altri tre titoli, come My Friendly Neighborhood, è stata successivamente corretta e quei giochi non dovrebbero lasciare il servizio.

Nel frattempo, è stato svelato anche il calendario delle nuove aggiunte al catalogo per luglio 2026, con titoli come Tony Hawk's Pro Skater 3+4 e Winds of Arcana: Ruination che andranno ad arricchire l'offerta disponibile per gli abbonati.

La frenata sugli accordi con gli studi terzi

A complicare ulteriormente il quadro, emergono indiscrezioni secondo cui Microsoft avrebbe messo in pausa le trattative con gli studi terzi per l'inserimento dei loro giochi su Game Pass. Durante un episodio del podcast The Business of Video Games, il CEO di Arrowhead Game Studios, Shams Jorjani, ha riportato voci raccolte in occasione dell'evento First Playable in Italia. Secondo quanto riferito, diversi sviluppatori e publisher, che si trovavano in trattative avanzate e a un passo dalla firma per portare i propri titoli sul servizio, avrebbero visto gli accordi interrompersi improvvisamente.

Questa sospensione, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore segnale della volontà di Sharma di ridurre la dispersione e rivedere i termini economici di un modello di business che, a quanto pare, non ha mantenuto le promesse di crescita su cui Microsoft aveva scommesso.

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