Il caso Kanye West a Reggio Emilia: Fdi parla di “dibattito lunare” mentre il concerto viene confermato nonostante il blocco inglese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A spezzare una lancia – o meglio, a tentare di ridimensionare la portata della polemica – ci ha pensato Alessandro Aragona, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, il quale ha definito l’intera vicenda come “lunare e totalmente autoreferenziale”. Nel mirino del rappresentante del partito di maggioranza relativa, finisce la giunta cittadina, rea – a suo dire – di curare “il piccolo orticello di casa” mentre ignora i problemi strutturali del territorio, dalla viabilità alla sicurezza, fino al crollo delle attività commerciali nel centro storico. Secondo questa lettura, il dibattito etico sollevato dall’esibizione del rapper sarebbe solo l’ennesimo “teatrino di una sinistra scollegata dalle priorità”, una cortina fumogena che distoglie l’attenzione dalla gestione ordinaria, dalla promozione turistica e dalla ricettività, trascurate in favore di posizionamenti ideologici “à la carte”.
Lo stop di Londra e la svolta italiana
Mentre la politica locale si accaparra la scena, sullo sfondo si consuma la paradossale epopea giudiziaria e organizzativa del tour di Kanye West. Il rapper, che negli ultimi anni si è reso protagonista di esternazioni antisemite e dichiarazioni di ammirazione per il nazismo, ha ricevuto un duro colpo dalle autorità del Regno Unito, dove il ministro dell’Interno Shabana Mahmood ha deciso di revocargli il permesso d’ingresso, impedendogli di esibirsi al Wireless Festival di Londra. La motivazione addotta è chiara: la sua presenza non è ritenuta “positiva per il bene pubblico”. Un verdetto che ha costretto gli organizzatori a cancellare le tre date londinesi, trovando però una sponda opposta nel cuore dell’Emilia.
A dispetto del precedente britannico, l’Italia si prepara ad accoglierlo. Victor Yari Milani, fondatore e direttore artistico dell’Hellwatt Festival, ha confermato in modo categorico la presenza dell’artista sul palco della RCF Arena il prossimo 18 luglio. Una decisione, questa, giustificata dalla volontà di posizionare l’evento reggiano tra i grandi circuiti internazionali della musica, citando i recenti successi di Ye al SoFi Stadium di Los Angeles e la sfida di portare nel Belpaese un “artista leggendario”.
Le scuse e la clausola morale
Consapevole della delicatezza della situazione, l’organizzazione ha però cercato di blindare l’evento su un fronte, per così dire, difensivo. La mossa principale è stata quella di ricordare il dietrofront pubblico del rapper, avvenuto lo scorso gennaio attraverso una lettera pubblicata sul Wall Street Journal. In quella sede, Kanye West – o Ye, come preferisce farsi chiamare – ha formalmente chiesto scusa per i suoi comportamenti passati, dichiarando di non essere “un nazista o un antisemita” e attribuendo le sue uscite più estreme a un disturbo bipolare, che lo avrebbe portato a episodi maniacali e paranoidi. Victor Yari Milani ha aggiunto un dettaglio non secondario: alla luce di queste premesse, gli è stato formalmente richiesto di ripetere le scuse anche in Italia, quasi come una sorta di lasciapassare etico per la data italiana. Sono oltre 68mila, intanto, i biglietti già staccati per l’evento, a testimonianza di un interesse che, al netto delle polemiche, sembra rimanere altissimo.




