Democrazia, un organismo malato che cerca la sua cura

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La democrazia liberale, nata dal crogiolo dell'Illuminismo e consolidatasi attraverso i tumultuosi eventi del Novecento, affronta da decenni un'erosione corrosiva, una "notte" prolungata durante la quale le autocrazie, sia quelle elettorali che quelle illiberali, ne minano le fondamenta. Questo fenomeno, che si protrae da almeno trent'anni, rappresenta una sfida esistenziale per un sistema politico che, lungi dall'essere un monumento immutabile, si è sempre dimostrato un organismo vivo, capace di respirare, di ammalarsi e, in alcuni casi, di guarire. La sua fragilità, d'altronde, non è una novità assoluta, avendo già superato prove terribili nel secolo scorso, ma la natura del presente attacco sembra richiedere strumenti di analisi e di reazione del tutto nuovi.

Il modello elvetico e la crisi della partecipazione

Un recente convegno all'Università della Svizzera italiana a Lugano ha offerto uno spaccato sulle diverse percezioni di questa crisi. Adriano Cavadini, ex consigliere federale, ha presentato una difesa appassionata del sistema elvetico, che dal 1848 ha chiamato il suo popolo alle urne per ben ottocento volte, un dato che, da solo, illustra una profondità di pratica democratica difficilmente eguagliabile. Tuttavia, lo stesso Cavadini non ha potuto nascondere un problema che accomuna molte nazioni, ovvero la crisi della partecipazione giovanile, un segnale d'allarme che indica come il patto tra le generazioni possa incrinarsi quando le nuove non si riconoscono più nelle istituzioni tradizionali.

Il conflitto interno all'Occidente

La posta in gioco, come emerso dal dibattito, non si limita allo scontro tra modelli geopolitici rivali, ma investe un conflitto più sottile e forse più pericoloso all'interno dei "due Occidenti". Da una parte, persiste l'ideale delle libertà individuali, religiose e scientifiche fiorite con le rivoluzioni industriali; dall'altra, prendono piede narrative e pratiche che di quel lascito sembrano rappresentare una negazione. È in questo solco che si inserisce la riflessione di Carlo Bastasin, il quale, intervenendo come economista e giornalista, ha sottolineato la necessità di una nuova qualità della comunicazione tra cittadini e potere, individuando proprio in questo dialogo inceppato uno dei nodi cruciali della democrazia contemporanea.

Verso un nuovo patto sociale

L'urgenza di ricucire un mondo sociale e politico sempre più sfilacciato è al centro del lavoro di molti pensatori, tra cui Gabriele Nissim, autore di una Carta della democrazia. Il percorso per trovare un antidoto alla fragilità del sistema è lungo e complesso, e richiede un dialogo continuo con gli esperti, proprio come quello che proseguirà in un prossimo appuntamento a Milano. L'obiettivo, ambizioso ma necessario, è tentare di rispondere a quella domanda che affiora, quasi per gioco, osservando un atlante con un bambino: dove si trova, oggi, il luogo in cui i diritti sono meglio tutelati e la libertà più rispettata? Una domanda la cui risposta, è evidente, non può essere data una volta per tutte, ma va costruita giorno per giorno, con fatica e consapevolezza.

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