Achille Polonara e la leucemia mieloide: la scienza spiega perché oggi si può guarire
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Redazione Salute
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La notizia ha travolto il mondo del basket come un fulmine a ciel sereno: Achille Polonara, ala della Virtus Bologna e della Nazionale, è affetto da leucemia mieloide. Il club felsineo ha confermato la diagnosi, annunciando che il giocatore, già ricoverato al Sant’Orsola di Bologna, ha iniziato le terapie. Quello che fino a ieri sembrava un malessere passeggero – inizialmente attribuito a una mononucleosi – si è rivelato una patologia ben più grave, scatenando un’ondata di solidarietà. Ma mentre i tifosi si stringono attorno al campione, la medicina offre ragioni per guardare al futuro con speranza.
Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia all’Università di Milano, non ha dubbi: «Oggi si può guarire, e le possibilità sono molto migliorate rispetto al passato». La leucemia mieloide, spiega, non è un’unica malattia, ma un insieme di sottotipi genetici, alcuni dei quali un tempo quasi sconosciuti. «Ora li individuiamo con precisione, e questo ci permette di personalizzare le cure», aggiunge. Sebbene il percorso sia lungo e complesso, i progressi delle terapie – tra farmaci mirati e protocolli sempre più efficaci – hanno cambiato radicalmente la prognosi per molti pazienti.
Polonara, 33 anni, anconetano doc ed ex bandiera della Teramo Basket, è stato colpito nel pieno della sua carriera. Aveva lasciato i playoff contro Milano con un malessere apparentemente banale, ma gli accertamenti successivi hanno portato alla diagnosi. La moglie Erika, in un messaggio commovente, ha scritto: «Ho bisogno di te per la vita», mentre il sindaco di Ancona, Silvetti, ha ricordato la sua crescita sportiva e umana. Intanto, la Virtus, impegnata nella finale scudetto, ha dedicato al giocatore un accorato «Forza Aki, ti aspettiamo».




