Achille Polonara e la leucemia mieloide: la scienza offre speranza, il basket trema

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notizia ha travolto il mondo dello sport come un fulmine a ciel sereno: Achille Polonara, ala grande della Virtus Bologna e della Nazionale, è affetto da leucemia mieloide. Ricoverato al Sant’Orsola di Bologna, dove ha già iniziato le terapie, il giocatore – che aveva lasciato i playoff ufficialmente per una mononucleosi – affronta ora una battaglia ben più dura. Ma la medicina, come spiega Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia all’Università di Milano, offre oggi possibilità un tempo impensabili.

«Certamente si può guarire», afferma Corradini, sottolineando come le terapie abbiano compiuto passi da gigante. «Molto dipende dal sottotipo genetico della leucemia, che oggi conosciamo meglio rispetto al passato». Se un tempo le opzioni erano limitate, ora la personalizzazione delle cure ha rivoluzionato le prospettive. Resta il fatto che la diagnosi, arrivata dopo settimane di accertamenti, ha gettato nello sgomento una città intera, a partire dai tifosi della Virtus, pronti a dedicare allo scudetto – oggi in bilico – un valore secondario rispetto alla salute del loro campione.

Polonara, anconetano doc, è cresciuto nella Teramo Basket, esordendo in Serie A nel 2009. La sua carriera, costellata di successi, si è sempre intrecciata con legami profondi, come dimostrano le parole del sindaco di Ancona, Silvetti, che lo ha definito «un ragazzo di straordinaria umanità». In prima fila c’è la moglie Erika, che sui social ha lanciato un appello struggente: «Ho bisogno di te per la vita».

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