Imprenditore romano si suicida a causa dei debiti, quattro arresti
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Redazione Interno
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Roma, 22 ottobre 2024 - Un imprenditore romano di 54 anni, attivo nel settore ittico, si è tolto la vita dopo essere stato schiacciato dai debiti e dalle minacce di una banda criminale. L'uomo, identificato come M., ha lasciato un ultimo disperato appello a uno degli usurai, implorandolo di permettere al figlio ventenne di continuare gli studi. Questo tragico evento ha portato all'arresto di quattro persone, accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di morte come conseguenza di altro delitto.
L'inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, ha rivelato che il debito iniziale di 147mila euro era lievitato fino a un milione di euro a causa degli interessi usurari imposti dalla banda. Gli arrestati, tra cui figurano falsi amici e picchiatori, avevano minacciato l'imprenditore di rivendere il credito a una cosca della 'ndrangheta, aumentando ulteriormente la pressione psicologica su di lui.
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dall'Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica capitolina. Le accuse mosse contro i quattro arrestati includono estorsione con l'aggravante del metodo mafioso e morte come conseguenza di altro delitto, configurando un quadro di violenza e intimidazione che ha portato l'imprenditore a compiere l'estremo gesto.
Le indagini hanno messo in luce un sistema di estorsione ben organizzato, in cui le vittime venivano sistematicamente minacciate e costrette a pagare somme esorbitanti per evitare ritorsioni.




