La donazione di organi non subisce il temuto calo dopo la morte del piccolo Domenico e la madre annuncia: «È una notizia che mi riempie di gioia»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il timore, diffuso e per certi versi giustificato dagli addetti ai lavori nei giorni immediatamente successivi al dramma, era quello di un contraccolpo psicologico capace di intaccare la fiducia nell’intero sistema dei trapianti; si temeva che la vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo che gli era stato impiantato un cuore danneggiato durante il trasporto da Bolzano, potesse allontanare i cittadini da quel gesto di generosità estrema che è appunto la donazione. Invece, a giudicare dai numeri diffusi in questi giorni dal Centro Nazionale Trapianti, non solo non si è verificato l’effetto negativo che molti paventavano, ma si è assistito a un fenomeno inverso e, per certi versi, sorprendente: le donazioni di organi in Italia, nei primi mesi del 2026, hanno fatto registrare un incremento sensibile. Tra il primo gennaio e l’otto marzo, le donazioni sono state complessivamente trecentoquaranta, un numero che sale se paragonato alle trecentosedici dello stesso arco temporale dell’anno precedente; a crescere, parallelamente, sono stati anche i trapianti effettuati, passati da settecentosessantaquattro a ottocentotrentasette. Un dato, quest’ultimo, che smentisce sul nascere qualsiasi ipotesi di sfiducia e che è stato accolto con commozione sincera da chi quel dramma lo ha vissuto sulla propria pelle.

A trarre giovamento da questa notizia, commentandola pubblicamente, è stata proprio Patrizia Mercolino, la madre del piccolo Domenico, la quale non ha nascosto l’emozione nel constatare come la memoria di suo figlio, lungi dal rappresentare un monito negativo, abbia invece sortito l’effetto opposto. «È una notizia che mi riempie di gioia», ha dichiarato la donna all’ANSA, spiegando di aver sempre creduto profondamente nella donazione e di aver sperato fino all’ultimo, nonostante tutto, che un cuore nuovo potesse salvare il suo bambino. La paura, ha aggiunto, che la tragedia familiare potesse influenzare negativamente la disponibilità degli italiani era forte, e invece i dati dimostrano che la solidarietà e il senso civico hanno prevalso, trasformando il dolore in un messaggio di speranza. Un piccolo grande miracolo, lo hanno definito in molti, che deve molto alla forza con cui la famiglia ha deciso di affrontare il lutto, senza chiudersi nel silenzio ma anzi spendendosi in prima persona per tenere viva l’attenzione sul tema. È calato, tra l’altro, anche il tasso di opposizione al prelievo registrato nei reparti di rianimazione, passato dal ventisette virgola sette per cento al ventisei virgola nove, un segnale questo che conforta ulteriormente gli operatori del settore.

L’abbraccio del Maradona e la nascita della Fondazione

Mentre i numeri certificano questa inversione di tendenza, la città di Napoli si prepara a vivere un altro momento di intensa partecipazione affettiva nei confronti della famiglia Caliendo. In occasione della partita di campionato tra il Napoli e il Lecce, in programma questo pomeriggio allo stadio Diego Armando Maradona, la società azzurra ha voluto ufficializzare un gesto di vicinanza concreta: Patrizia Mercolino, insieme ai suoi cari, sarà ospite in tribuna per assistere all’incontro. Un’iniziativa, questa, che va ben oltre il semplice omaggio sportivo e che si configura piuttosto come un’occasione per accendere i riflettori su un progetto ben più ampio e strutturato. La presenza della famiglia nel tempio del calcio partenopeo, infatti, servirà a dare visibilità alla fondazione che porterà il nome del piccolo Domenico, il cui atto costitutivo è previsto per mercoledì prossimo e che si propone di promuovere iniziative benefiche e di sostegno. L’intento, come spiegato dalla stessa madre nei giorni scorsi, è duplice: da un lato aiutare concretamente altri bambini in condizioni di difficoltà medica e le loro famigrie, dall’altro mantenere viva l’attenzione sui casi di malasanità, affinché nessun altro sia costretto a provare un dolore simile.

Che la storia di Domenico abbia toccato le corde profonde dell’opinione pubblica, del resto, lo dimostra anche la catena di solidarietà che continua ad avvolgere i genitori. Nei giorni scorsi, Patrizia Mercolino e il marito Antonio Caliendo sono stati ospiti in televisione per raccontare quei cinquantasette giorni di agonia trascorsi dal piccolo dopo l’intervento del ventitré dicembre, quando fu collegato a una macchina cuore-polmone. In quella sede, la madre ha ribadito con forza la necessità che non si disperda la memoria del figlio e che si arrivi a fare piena luce su quanto accaduto nelle sale operatorie di Napoli e Bolzano. Un’indagine, quella della Procura partenopea, che al momento vede iscritti nel registro degli indagati sette medici tra l’équipe che ha eseguito il prelievo in Alto Adige e quella che ha effettuato il trapianto al Monaldi, e che avrà una tappa cruciale il ventotto aprile prossimo a Bari, dove i periti del tribunale eseguiranno accertamenti sul cuore espiantato e su quello del bambino.

I numeri della ripresa e le indagini sul trasporto dell’organo

L’aumento delle donazioni, certificato dal direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, rappresenta dunque una boccata d’ossigeno in un clima che, dopo lo choc iniziale, rischiava di diventare pesante. Ma il fronte giudiziario resta ovviamente aperto e oggetto di continui sviluppi: gli investigatori dei Nas e le procure competenti stanno cercando di ricostruire con esattezza la catena di responsabilità che portò all’utilizzo di un contenitore termico di vecchia generazione e all’errato impiego di ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature di ottanta gradi sotto zero, al posto del normale ghiaccio ad acqua, danneggiando in modo irreparabile il cuore destinato al piccolo. Al centro delle verifiche, come emerso anche dagli audit interni all’Azienda Ospedaliera dei Colli, ci sono le comunicazioni tra i sanitari e la procedura seguita per il trasporto: i medici giunti da Napoli a Bolzano avrebbero chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante, e quel riempimento sarebbe stato fatale.

Dall’altro lato, però, la risposta dei cittadini sembra aver voluto tracciare un solco netto tra l’errore umano, su cui la giustizia dovrà fare il suo corso, e il valore intrinseco della donazione, che rimane un pilastro fondamentale del sistema sanitario nazionale. Il fatto che le opposizioni al prelievo siano addirittura calate, seppur di pochi punti percentuali, e che i numeri dei trapianti siano in salita, indica una maturità civica non scontata. Patrizia Mercolino, che in queste settimane ha dovuto anche difendersi da tentativi di truffa e speculazione sul nome di Domenico, con falsi iban e vendita di gadget non autorizzati, ha voluto comunque sottolineare l’importanza di continuare ad avere fiducia nella buona sanità, nonostante tutto. Una fiducia che, a giudicare dai fatti, appare tutt’altro che incrinata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.