La madre del piccolo Domenico: “Le donazioni di organi sono in aumento, una notizia che mi riempie di gioia”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto un cuore danneggiato, non ha prodotto, almeno per il momento, quel temuto effetto negativo sul fronte delle donazioni di organi che molti, negli ambienti sanitari e non solo, avevano paventato. Anzi, a ben guardare i dati diffusi nelle ultime ore dal Centro Nazionale Trapianti, emerge con chiarezza un trend positivo per i primi mesi del 2026, un incremento che riguarda sia il numero dei donatori sia, di conseguenza, quello dei trapianti effettivamente realizzati. Dal primo gennaio all’otto marzo, stando alle statistiche ufficiali, le donazioni sono state 340, mentre nel medesimo arco di tempo del 2025 ci si era fermati a quota 316; parallelamente, gli interventi chirurgici sono saliti da 764 a 837. Un segnale confortante, questo, che sembra scongiurare il cosiddetto “effetto rebound”, ossia quel rimbalzo psicologico che avrebbe potuto indurre qualcuno a ripensare alla propria disponibilità dopo quanto accaduto al piccolo venuto da Nola.

A commentare questi numeri, con parole che intrecciano il dolore privato a una inaspettata soddisfazione civile, è stata proprio Patrizia Mercolino, la madre di Domenico. “È una notizia che mi riempie di gioia”, ha dichiarato la donna all’ANSA, sottolineando come fino all’ultimo istante di vita di suo figlio avesse sperato e chiesto un cuore nuovo che potesse salvarlo. C’era il timore, ha spiegato ancora Mercolino, che la loro vicenda potesse innescare un calo di fiducia, un ripensamento collettivo capace di vanificare anni di campagne di sensibilizzazione; un timore che, per fortuna, i fatti hanno smentito. Anche il tasso di opposizione espresso in rianimazione, secondo quanto riportato dal direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, ha registrato una lieve flessione, passando dal 27,7% del 2025 al 26,9% attuale, a dimostrazione di una sostanziale tenuta della fiducia nel sistema.

Un gesto di sensibilità allo stadio Maradona

Nel frattempo, mentre la macchina giudiziaria prosegue il suo corso con sette medici iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo e con l’incidente probatorio fissato per il 28 aprile presso l’Istituto di medicina legale di Bari, dove si esamineranno i due cuori, quello espiantato e quello del bambino -1, non mancano segni di vicinanza concreta alla famiglia. Durante la partita Napoli-Lecce, il presidente del club partenopeo, Aurelio De Laurentiis, ha voluto invitare i genitori del piccolo a bordocampo, un’iniziativa che il Corriere dello Sport ha definito “splendido gesto di grande sensibilità”. I genitori di Domenico sono stati così ospiti allo stadio Maradona, in quello che appare come un tentativo di non spegnere i riflettori su una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e di mostrare solidarietà al dolore di una famiglia che, proprio in questi giorni, si appresta a trasformare la propria tragedia in un impegno civile.

L’impegno della madre e la nascita di una fondazione

Patrizia Mercolino, del resto, non ha mai smesso di lottare, nemmeno dopo la scomparsa del suo “piccolo guerriero”. Nei giorni successivi al funerale, è tornata al Monaldi a bordo di un furgone per recuperare tutti i peluche, i disegni e i biglietti lasciati davanti all’ospedale in memoria di Domenico, con l’intenzione di lavarli uno a uno e destinarli ai bambini ricoverati o in difficoltà. Un gesto concreto, questo, che prelude a un progetto più ampio e strutturato. Come annunciato dalla stessa madre, il 18 marzo verrà presentata ufficialmente una fondazione dedicata al figlio, che porterà il suo nome e si proporrà l’obiettivo di promuovere la cultura della donazione, della solidarietà e dell’attenzione verso chi soffre. “So cosa significa aspettare per anni una telefonata capace di restituire speranza”, ha concluso Mercolino, augurandosi che il numero delle donazioni possa continuare a crescere perché questo, in fondo, è anche il modo migliore per onorare la memoria di chi non c’è più.

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