Renault apre gli ordini della Twingo Evolution: la citycar elettrica scende sotto i 20 mila euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La soglia psicologica dei ventimila euro, per un’auto elettrica di segmento A, è stata infine valicata: non al ribasso, come accade con modelli dalle ambizioni più contenute o provenienti da costruttori cinesi, ma da una citycar dal cognome pesante, quello della Twingo. Renault ha aperto ufficialmente gli ordini in Italia per la versione Evolution della sua E-Tech Electric, una variante d’accesso che – incentivi statali esclusi – si posiziona a 19.500 euro di listino -1-2-3. È il coronamento di una promessa che il gruppo francese aveva avanzato nei mesi scorsi, quando la casa madre aveva annunciato di voler riconquistare la fascia bassa del mercato con un prodotto pensato per l’uso quotidiano e, soprattutto, per un portafoglio meno gravato dalle attuali economie di scala del settore a batteria.

Per raggiungere questo prezzo – che è un prezzo di lancio, specificano dalla casa – i progettisti hanno operato una cesura netta rispetto alle soluzioni tecniche finora adottate da Renault Group per le sue elettriche. La Twingo Evolution, infatti, è la prima vettura del gruppo a montare una batteria di tipo LFP, Litio-Ferro-Fosfato: una chimica che elimina la dipendenza da cobalto e nichel, metalli critici per approvvigionamento e costo, a favore di materie prime più abbondanti e a minor impatto estrattivo -2-3. A questa scelta si accompagna l’architettura cell-to-pack, la quale consente di integrare un numero maggiore di celle direttamente nel pacco batteria senza il passaggio intermedio dei moduli; ne deriva, stando alle valutazioni del costruttore, una riduzione del costo della batteria nell’ordine del venti per cento -2-3.

Sotto il cofano anteriore – perché la trazione è anteriore, in controtendenza rispetto a molte concorrenti che collocano il motore al retrotreno – pulsa un’unità elettrica da 60 kW, equivalenti a 80 cavalli, alimentata da un accumulatore da 27,5 kWh di capacità netta -1-4-8. I numeri parlano di 263 chilometri di autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP, un valore che peraltro eguaglia quello della sorella Techno nonostante il prezzo più elevato di quest’ultima; la Techno, infatti, è listata a 21.100 euro e, sul fronte dell’autonomia, arriva a 261 chilometri, un divario irrisorio che si spiega con differenti dotazioni e masse -5-6-8. La vera distanza tra le due allestimenti non risiede dunque nella meccanica, identica per potenza e batteria, bensì nell’armamentario di serie.

Una dotazione essenziale per contenere il prezzo

L’abbattimento del costo finale è stato perseguito con una razionalizzazione spartana degli equipaggiamenti, senza però sacrificare del tutto la connettività. La Twingo Evolution conserva il sistema multimediale OpenR Link, gestito da un display touch da 10,1 pollici con funzioni di smartphone replication, e i sensori di parcheggio posteriori -1-6-8. Scompaiono, invece, il climatizzatore automatico – sostituito da una climatizzazione manuale –, il cruise control adattivo, la retrocamera di parcheggio, la guida one-pedal e l’assistente vocale Reno, presenti invece sulla Techno -1-4. I cerchi in acciaio da sedici pollici prendono il posto dei lega, e i rivestimenti interni perdono quel tocco di premium che caratterizza la variante superiore.

La decisione di immettere sul mercato italiano questa versione ora, a febbraio del 2026, assume un valore che trascende il mero dato commerciale: i primi annunci risalivano al novembre del 2025, quando la casa comunicò i listini in anteprima mondiale proprio dall’Italia -8. Allora la Evolution era attesa per la primavera del 2026, e questa apertura anticipata degli ordini – sebbene alcuni concessionari avessero già raccolto prenotazioni informali – suggella l’ingresso effettivo nel vivo delle consegne -3-4. Le prime unità, per chi si affretta a ordinare, dovrebbero raggiungere i clienti nei prossimi mesi.

Non si tratta, va detto, dell’elettrica più a buon mercato in senso assoluto: Dacia Spring, che appartiene allo stesso gruppo, parte da 12.900 euro, e la cinese Leapmotor T03 si colloca attorno ai 15.900 euro -2. Tuttavia, la Twingo porta in dote un’eredità stilistica e una riconoscibilità emotiva che i competitor privi di retroterra europeo faticano a eguagliare; la linea riprende i tratti della prima generazione, quello sguardo umano e le forme tondeggianti, e lo fa su una piattaforma pensata per durare nel tempo -8.

Strategie industriali e calibrazione tecnica

Per rimanere sotto la fatidica soglia di prezzo, Renault ha dovuto rivedere l’intero processo di industrializzazione del veicolo. Ampere, l’entità del gruppo dedicata all’elettrico, ha lavorato sull’efficienza aerodinamica e sul rendimento del motore, riuscendo a ridurre dimensioni e peso della batteria senza penalizzare l’abitabilità: i due posti posteriori sono indipendenti e scorrevoli, e la capacità del bagagliaio può raggiungere i 360 litri sfruttando l’abbattimento dello schienale anteriore -8.

La batteria LFP, oltre al beneficio economico, garantisce un ciclo di vita più lungo e una migliore stabilità termica, caratteristiche che si sposano con l’utilizzo cittadino fatto di ricariche frequenti e stop-and-go. Il cavo di ricarica di serie, per prese domestiche, è incluso, ma chi desidera tempi più rapidi deve attingere al pacchetto opzionale Advanced Charge: questo porta la potenza di ricarica in corrente alternata da 6,6 a 11 kW e aggiunge la ricarica rapida in corrente continua fino a 50 kW, oltre alla funzione bidirezionale V2L che trasforma l’auto in una fonte di alimentazione per dispositivi esterni -4-8.

Le colorazioni disponibili per la Evolution, al momento, non sono state esplicitate in via definitiva, ma è presumibile che attingeranno alla stessa tavolozza della gamma, con il Verde Assoluto e il Nero Étoilé quali tinte di lancio -8. L’assenza del tetto a contrasto e di alcuni dettagli estetici contribuisce, nell’economia generale, a limare quel tanto che basta per inchiodare il listello a quota 19.500 euro. Chi cerca un’esperienza più appagante, con cerchi in lega e Adas di livello superiore, è naturalmente orientato sulla Techno, ma la scommessa della casa transalpina è che l’utente urbano medio preferisca destinare la differenza di prezzo ad altri capitoli di spesa, o magari al wallbox domestico.

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