La Twingo Evolution ordinabile in Italia, Renault mantiene il prezzo sotto i ventimila euro
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Redazione Economia
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Ha mantenuto la promessa, la casa della Losanga, e lo ha fatto rispettando i tempi che lei stessa aveva indicato: la Renault Twingo E-Tech Electric nella versione di accesso alla gamma, quella battezzata Evolution, è ufficialmente ordinabile sul mercato italiano. Il modello, che era stato anticipato nei mesi scorsi e la cui disponibilità era stata calendarizzata per la primavera del 2026, si posiziona ora concretamente a listino con un prezzo d’attacco di 19.500 euro, franchigia doganale e IVA incluse, andando così a onorare l’impegno assunto dal costruttore francese di offrire una city car a batteria al di sotto della soglia psicologica dei ventimila euro -1-5-9.
La meccanica invariata e la strategia dei costi
Sotto il profilo tecnico, la nuova arrivata non introduce alcuna rivoluzione rispetto alla sorella maggiore Techno, già ordinabile da qualche mese a un prezzo di 21.100 euro; il powertrain, infatti, rimane identico. A spingere la piccola francese, lunga 3,79 metri e pensata per il solo utilizzo urbano e periurbano, è un’unità elettrica da 60 kW, pari a 80 cavalli, alimentata da un pacco batterie al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh di capacità netta. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP si attesta sui 263 chilometri, un valore che la pone in linea con le concorrenti dirette del segmento A e che, a detta degli ingegneri Renault, è stato ottenuto anche grazie a un lavoro minuzioso sull’efficienza complessiva del veicolo e sulla riduzione delle masse -2-3-7.
La vera differenza, quella che giustifica il saldo di prezzo negativo di 1.600 euro rispetto alla Techno, risiede esclusivamente nella dotazione di serie. La Twingo Evolution, per raggiungere quel fatidico prezzo di ingresso, rinuncia a una serie di comfort e tecnologie che invece sono contemplati nell’allestimento superiore; il climatizzatore, ad esempio, è manuale e non automatico, i cerchi sono in acciaio da sedici pollici con copricerchi anziché in lega, e mancano all’appello sistemi come il cruise control adattivo, la guida one-pedal e l’assistente vocale Reno. Rimangono invece presenti, e la scelta commerciale è parsa a molti osservatori piuttosto astuta, il sistema di infotainment OpenR Link con display touch da 10,1 pollici e la replica dello smartphone, così come la strumentazione digitale da sette pollici e i sensori di parcheggio posteriori, a testimonianza di una volontà precisa di non sacrificare completamente la percezione di modernità dell’abitacolo -1-5-7.
La scommessa della chimica LFP e l’industrializzazione
Per scendere sotto la barriera dei ventimila euro, Renault ha dovuto operare una profonda revisione dei propri processi industriali e delle scelte tecniche; l’adozione della batteria LFP, per la prima volta su un modello del marchio, rappresenta in tal senso la leva fondamentale. La chimica al litio-ferro-fosfato, acquistata presso il fornitore cinese CATL, consente un risparmio stimato intorno al venti per cento sul costo della sola batteria rispetto alle tradizionali unità al nichel-cobalto-alluminio, anche in virtù di una maggiore abbondanza delle materie prime impiegate e di una architettura costruttiva di tipo cell-to-pack che ottimizza gli ingombri e riduce la componentistica accessoria. Un risparmio secco, questo, che non incide sulle prestazioni energetiche dichiarate ma che ha permesso al gruppo di Ampere di allineare il costo industriale del veicolo a quello di una termica equivalente -3-8.
La ricarica di serie, occorre segnalarlo, rimane affidata a un caricabordo da 6,6 kW in corrente alternata, sufficiente per le ricariche notturne domestiche ma priva della possibilità di accedere alle colonnine rapide in corrente continua; chi desiderasse la ricarica veloce fino a 50 kW e il caricatore bidirezionale da 11 kW, utile per le funzioni vehicle-to-load e vehicle-to-grid, deve necessariamente orientarsi verso l’allestimento Techno o comunque verso l’acquisto del Pack Advanced Charge, il cui costo aggiuntivo è di 490 euro -4-6-8.
L’assetto della gamma e il posizionamento nel mercato
Con l’ingresso in listino della Evolution, la famiglia Twingo E-Tech Electric completa la sua offensiva commerciale sul territorio italiano. Il modello si colloca ora come terza opzione elettrica più accessibile all’interno del vasto portafoglio del gruppo Renault, posizionandosi idealmente tra la Dacia Spring, che rimane il vero entry level del consorzio con prezzi di partenza ben inferiori, e la Renault 5, dalla quale eredita indirettamente parte della filosofia progettuale ma dalla quale si distanzia per vocazione eminentemente cittadina e dimensioni più compatte -2-3. La Twingo Evolution, che riprende fedelmente i tratti stilistici neoretro già apprezzati sulla versione Techno e che mantiene inalterata la modularità dell’abitacolo con i sedili posteriori scorrevoli singolarmente e il baule che può raggiungere i 360 litri, diventa dunque la risposta concreta per quanti, nell’attuale fase di transizione energetica, cercano un veicolo a zero emissioni locali senza dover necessariamente affrontare esborsi paragonabili a quelli di vetture di segmento superiore -8-9.




