Trump e le garanzie di sicurezza per Kiev: attesa per i rapporti degli Stati maggiori

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La situazione, come spesso accade da quando è iniziata la guerra russo-ucraina, rimane grave ma non seria, un paradosso che il dibattito sulle garanzie di sicurezza per Kiev sta dimostrando in tutta la sua evidenza. Si discute, infatti, di garanzie necessarie in uno scenario futuro di pace tra Mosca e Kiev, sebbene di un accordo del genere non si vedano i presupposti, neppure quelli più labili, considerato il fermo rifiuto ucraino di cedere i territori già in mano ai russi, che rappresenta la condizione preliminare – e finora insormontabile – per portare Mosca al tavolo.

In questo contesto di incertezza strategica, l’attenzione dei responsabili della sicurezza nazionale europea è tutta concentrata sull’amministrazione Trump e sulle sue reali intenzioni. Mentre droni e missili russi continuano a colpire il territorio ucraino, e secondo alcune indiscrezioni Mosca punterebbe anche a territori non ancora occupati, si attende con trepidazione di leggere i resoconti dei Capi di Stato maggiore, reduci da un appuntamento cruciale proprio per decifrare le mosse statunitensi.

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