Caso Almasri, Ricciardi: «Il governo si è sbugiardato da solo»
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Redazione Interno
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Il caso Almasri, che ha visto il governo italiano al centro di aspre polemiche per la decisione di disapplicare il mandato d’arresto internazionale emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del generale libico Najeem Osama Almasri, continua a far discutere. Riccardo Ricciardi, esponente del Movimento 5 Stelle, non ha usato mezzi termini nel definire la vicenda come «un pasticcio politico», accusando il governo di aver mentito «a ripetizione» davanti al Paese e al Parlamento.
In Aula, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribattuto alle critiche, sostenendo che il suo ruolo non è quello di un «passacarte», ma di un organo politico con il «potere-dovere» di interloquire con altri enti dello Stato quando necessario. Nordio ha spiegato di aver agito in coordinamento con i colleghi di governo, sottolineando che la decisione di non eseguire il mandato d’arresto della Cpi è stata presa dopo un’attenta valutazione. Tuttavia, Ricciardi ha fatto notare come il ministro abbia smentito pubblicamente la premier Giorgia Meloni, la quale aveva affermato che Nordio non fosse a conoscenza di alcuni dettagli del caso.
La questione, che ha diviso l’emiciclo, è esplosa durante le informative urgenti presentate dai ministri Nordio e Matteo Piantedosi (Interno) alla Camera e al Senato. Invece di concentrarsi sui contenuti istituzionali, il dibattito si è trasformato in uno scontro acceso, con l’opposizione che ha accusato il governo di aver gestito la vicenda in modo opaco e contraddittorio. Gli interventi dei rappresentanti dei partiti di opposizione sono stati caratterizzati da toni duri, con accuse reciproche e polemiche che hanno infiammato ulteriormente il clima parlamentare.
Il caso Almasri, che ha portato alla scarcerazione del generale libico, rimane un nodo cruciale nel rapporto tra Italia e Corte penale internazionale. Le «incongruenze» sollevate da Ricciardi riguardano soprattutto la mancata comunicazione di dettagli rilevanti da parte del governo alla Cpi, un aspetto che ha alimentato dubbi sulla trasparenza delle decisioni prese.




