Carceri minorili al collasso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sistema della giustizia minorile in Italia, un tempo considerato un modello da seguire in Europa, sta ora mostrando segni di cedimento difficili da ignorare. Sovraffollamento, disorganizzazione, carenza di personale e di progetti di reinserimento sociale hanno trasformato gli istituti penali minorili in luoghi blindati, violenti e repressivi, lontani dall'essere educativi come previsto dalla Costituzione e dal buon senso.

A un anno dall'entrata in vigore del Decreto Caivano, provvedimento voluto dalla premier Meloni per combattere le baby gang e l'abbandono scolastico, la situazione è drammatica. Il decreto, nato sull'onda emotiva degli stupri di due ragazzine nel Parco Verde, ha portato a un aumento netto dei detenuti minori, in linea con quanto sta avvenendo nelle carceri per adulti.

L'associazione Antigone, che si occupa di carceri, ha realizzato un dossier che fotografa la situazione attuale. Un istituto in particolare, il Beccaria di Milano, ha anticipato criticità che poi hanno travolto gli altri istituti penali minorili. Ogni giorno, un nuovo arrivo, metà dei quali stranieri, e la spesa in farmaci è triplicata.

Il sistema, che un tempo era preso come esempio da altri Paesi europei, ora è al collasso. La mancanza di personale e di progetti di reinserimento sociale ha reso le carceri minorili luoghi di repressione piuttosto che di educazione.

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